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martedì, giugno 07, 2005

Biglietti nominali per controllarci meglio


Scontri tra tifosi e polizia

Il ministro dell'Interno Beppe Pisanu ha deciso che dalla prossima stagione si andrà tutti allo stadio con un biglietto recante sopra il proprio nome. Il decreto, uno dei tre, dovrebbe servire a riportare la pace all'interno dei nostri stadi.
Il "comitato" che si è riunito per fare questa bella pensata era anche composto dal ministro della cultura Buttiglione e da quello delle innovazioni tecnologiche Stanca, nonchè da Petrucci e il sempre lungimirante Carraro.

Andiamo con ordine. Il primo decreto prevede appunto biglietti nominativi in cui sarà inoltre vietato cambiare di posto (immaginate stadi come S.Siro o l'Olimpico, chi controllerà se uno si siede nel seggiolino sbagliato?).
Il secondo prevede la videosorveglianza tipo Grande Fratello, sia all'entrata che durante la partita, mentre siamo seduti al "nostro" posto.
Il terzo responsabilizza, se così si può dire, anche le società di calcio, che dovranno impiegare personale di controllo (steward) sia all'entrata che sugli spalti.

Non sono bastate delle leggi di Aprile fatte in fretta e furia senza una logica concreta di voler poi applicare e punire chi veramente fa male negli stadi, arriva adesso anche questo bel trittico delle meraviglie.

Il biglietto nomimale ha anche un altro retroscena non da poco: non potranno essere più venduti il giorno stesso della gara, quindi o si decide di andare allo stadio una settimana prima o si sta a casa. Forse l'unico vero vantaggio di tutta questa faccenda potrebbe, dico potrebbe, essere la scomparsa dei tatno odiati bagarini, ma non è detto.
La videosorveglianza all'interno e all'esterno degli impianti per controllarci uno ad uno come se fossimo un branco scatenato da domare e la sicurezza "privata" che potrebbe pian piano trasformarsi in polizia privata con la facoltà di intervenire al posto di quella vera, dei vigilantes per capirci.

Ma questi elementi che dalle loro poltrone di pelle e con i loro stipendi d'oro vogliono decidere come e cosa fare per proteggerci sono mai andati a vedere una partita? Allo stadio intendo, in tv fin troppi la guardano.
E' mai possibile che non si riesca a capire che i problemi sono altri? Le tifoserie organizzate non colpiscono mai i tifosi dentro lo stadio, ma si "trovano" fuori con gli avversari dandosi appuntamenti prima ancora della partita. Gli scontri inoltre avvengono solo tra chi ha veramente voglia oppure contro la Polizia, da sempre vista come nemica degli Ultras.

Schedarci tutti quanti, farci stare fermi e buoni al proprio posto osservati dagli steward di turno...il prossimo passo quale sarà? Vietare l'esultanza per un goal?



Sul sito di Repubblica c'è una bella intervista al deputato dei verdi Cento.
Vale la pena leggerla.

1 Comments:

At 24/6/05 13:23, Blogger Laviola G. ha scritto:

Purtroppo devo dire che il progetto che le istituzioni calcistiche e non, hanno in mente è chiaro: la partita di calcio deve diventare uno spettacolo di élite. Il tentativo è quello di avere un pubblico stile "teatro", ovvero che paga un sacco di soldi, arriva in smocking, sta zitto e tranquillo e alla fine, diligentemente se ne torna a casa. I veri tifosi e gli appassionati di calcio devono farsi il loro bell'abbonamento a SKY e tanti saluti. Insomma, si sta cercando di selezionare la "clientela", a me sembra chiarissimo: i ricchi allo stadio, i casinisti davanti a SKY!

 

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