CaLCiO MoDeRnO

Il Blog del Calcio

Email Button

mercoledì, giugno 29, 2005

Sky-Rai 2-0



Dopo il 2006 anche il 2010. Sky compra tutto e fa suoi anche i diritti in esclusiva del mondiale 2010.

A questo punto, dopo tutto quello che abbia già scritto nei post precedenti (#1 e #2) rimane ben poco da aggiungere mi pare: la Rai non riesce a stare più al passo, economicamente, con questo pallone sempre più "caro".

C'è forse un motivo di comodo che fa prevalere la pay-tv in ogni situazione, o è solo la mancanza di fondi che fa sembrare la Rai una tv anni '50 ormai? I dubbi in effetti potrebbero anche venire, dopotutto perchè il canone è ancora obbligatorio e il servizio offerto è sempre più scadente, nonostante si voglia ancora far credere che "un abbonato ha sempre un posto in prima fila".

Quindi mano al portafogli se volete vedere i Mondiali...oppure girare un po' in rete per cercare, anche sul sat, canali che trasmettano le partite in chiaro.

Buona ricerca e VIVA LA RAI.

-> continua

martedì, giugno 28, 2005

Collina 46


Pierluigi Collina, 45 anni

Continuerà ad arbitrare ancora un anno, grazie ad una modifica del regolamento arbitrale.

Ogni tanto le leggi vengono modificate con un po' di intelligenza ed in effetti perdere la competenza di Collina, a causa della sua età, sarebbe stato un peccato, visto il livello medio(basso) delle direzioni arbitrali del campionato appena conclusosi.

Per carità, anche lui non è perfetto ed immune da errori e sbagli, ma quantomeno la sua percentuale è nettamente inferiore alla media nazionale, e non. Certamente questo non risolve il problema della classe arbitrale ma magari può servire il suo esempio ai colleghi sempre un po' troppo distratti.

Speriamo che il prossimo campionato possa essere ricordato più per un bel calcio giocato che per le polemiche e le discussioni perenni davanti alla moviola!

-> continua

domenica, giugno 26, 2005

Gilardino: anche i ricchi piangono


Baraldi, Galliani, Gilardino, Berlusconi: i protagonisti

Estate, tempo di calcio mercato, fanta-mercato, follie, chiacchere, ipotesi, mezze conferme, pronte smentite. L'Italia pallonara sotto l'ombrellone aspetta il "colpo", acquista tutti i quotidiani per leggere le indiscrezioni colte dal giornalista di turno mentre "per caso" si trovava in uno dei tanti "bar del centro", mentre coglie due parole di un procuratore importante, scambiate al tavolino vicino al suo! E' tutto emozionante, proprio come nelle telenovelas sudamericane anni '80!

La telenovela di quest'estate si chiama Gilardino.

Già dall'inizio della scorsa stagione si sapeva che era rimasto al Parma grazie a dei soldi piovuti dal cielo (o da Arcore?) e che comunque era già del Milan.
Adesso però la situazione si complica, le luci sono diventate ombre e le certezze punti interrogativi.

Gilardino vuole il Milan, l'ha detto e ribadito molte volte, il Parma ha necessità di vendere vista la situazione economica da serie B (anche se lo spareggio ha detto altro), il Milan vuole il giovane attaccante per riprendersi da una stagione quantomeno beffarda. Tutto sembra già scritto, però solo nel cielo.

I giornali, le televisioni riportano quotidianamente nuovi sviluppi di una vicenda, che secondo me, ha ben pochi misteri. Le ultime uscite del patron rossonero e del fido Galliani fanno capire che il Parma vuole troppi soldi, non c'è ancora l'accordo con la società e che spendere una follia per un calciatore "non si può più fare".

Sarà tutto vero, o è solo un modo (il solito) per tirare avanti una situazione che è già chiusa da tempo? Per far parlare per un bel po'di qualcosa, visto che la mancanza generale di denaro fa di questo calcio mercato uno dei meno spendaccioni degli ultimi 20 anni? Giornali, tv di cosa potrebbero senò occuparsi?

Di recente Filippo Grassia, noto giornalista sportivo, ha assicurato, in tv (TeleLombardia), che l'affare è già fatto e archiviato. Ieri due siti web scrivevano cose diametralmente opposte: Goal.com riportava il NO di Berlusconi argomentato anche dal fatto che i futuri acquirenti del Parma Calcio si sarebbero tenuti anche Gilardino, mentre Sportal.it assicura che il suo futuro non sarà più crociato, lo confermano i procuratori del giocatore!

Dunque chi ha ragione? Dove giocherà Gilardino la prossima stagione?
Lo sapremo nella prossima puntata...

-> continua

sabato, giugno 25, 2005

serie C1: i verdetti finali, festa Avellino e Mantova


Dopo il 2-1 al Partenio, la festa; piange il Napoli

Serie C d'annata questa 2004/2005. Nei 2 gironi principali, tante le squadre che hanno lottato fino all'ultima giornata per gratificare gli sforzi (anche economici) di tutta la stagione, ma alla fine i verdetti sono impietosi, 4 promozioni in B, 6 retrocessioni in C2. Dopo la Cremonese, tocca al Mantova brindare alla B, riconquistata dopo 32 anni, anche se la finale di ritorno vinta per 3-0 è stata poco più di una formalità, visto il 3-1 dell'andata. Ha dovuto sudare molto di più l'Avellino, 0-0 all'andata, contro un Napoli motivatissimo e spinto da parecchi interessi economici. Alla fine vale il risultato del campo, almeno si spera, visto che da qualche anno vanno di moda i ripescaggi. In c2 sorprese Pizzighettone e Gela, risale il Ravenna.



Dunque festeggia Fabrizio Lori, 36 anni, patron di una ditta di pannolini, che solo l'estate scorsa ha preso in mano le redini del Mantova regalandole la serie B che mancava dal lontanissimo 72/73, traguardo ancora più pesante se si pensa al fallimento del 94. La società tuttavia, è già proiettata nel futuro; lo stadio (attualmente 12.000 posti) verrà ampliato mentre già si fanno i nomi dei possibili rinforzi: Guidetti (Spezia), Papini (Pavia), Italiano (Genoa), Bruno (Torino), Sinigaglia (Atalanta) ed altri.
Nell'altro girone non pagano gli sforzi economici e, diciamo così, di immagine, di De Laurentiis e Marino; il campo dice Avellino. I fratelli Pugliese hanno saputo cancellare con investimenti oculati la gestione fumosa di Casillo, mentre giocatori ed "allenatori" (solo a fine Marzo la squadra era stata affidata a Francesco Oddo, che ha quindi sostituito Antonello Cuccureddu) hanno fatto il resto. Gioisce particolarmente proprio il tecnico siciliano, padre del difensore della Lazio, poiché dopo tante salvezze e retrocessioni arriva la prima promozione fra i professionisti. Probabilmente, col nuovo d.g. Giuseppe De Mita (ex Lazio) sarà proprio Oddo a guidare la squadra anche il prossimo anno.
Delusione in casa Napoli. Reja lascia intendere di voler lasciare, mentre il solo De Laurentiis si preoccupa di incoraggiare l'ambiente: "il progetto va avanti". Qualcuno comincia a vociferare ripescaggi vari...
Per quanto riguarda la C2, merita una menzione speciale la finale del girone A; si affrontavano Pizzighettone, paese di 7000 anime a pochi Km da Cremona e Valenzana, squadra del comune di Valenza (AL), famosa più per i suoi gioielli che per il calcio. Le 2 squadre danno vita forse al più avvincente ed incerto degli spareggi: dopo il 2-0 fuori casa, il Pizzighettone chiude il primo tempo in svantaggio con lo stesso risultato, che rimette quindi tutto in discussione. Nella ripresa però è la squadra di casa, allenata da Venturato, euforico per l'impresa storica, a crederci di più: finisce 2-2 e comincia la festa.
Anche nel girone C l'incertezza ha messo a dura prova le coronarie dei tifosi. Si è dovuto addirittura ricorrere ai supplementari per vedere il gol di Unniemi (3' del secondo tempo) che manda a sorpresa il Gela in C1 ai danni della Cavese che da più parti veniva accreditata dei favori del pronostico sin dall'inizio della stagione. Per il Gela è la prima volta in C1.
Infine, ce l'ha fatta il Ravenna, secondo pronostico e senza troppi brividi. Semprini e Moscelli firmano un tranquillo 2-0 sulla Lodigiani e tutta la città si lascia andare ai festeggiamenti.
Non ci resta che sperare per il prossimo anno, in un'altra stagione di alto livello, equilibrata ed avvincente fino alla fine, con il calcio sempre in primo piano, al contrario di serie più blasonate, spesso alla mercè dei magnati della TV e dell'imprenditoria. Fatalmente in serie C i soldi sono un pò meno e si bada di più a giocare al pallone.

-> continua

mercoledì, giugno 22, 2005

Serie A solo a parole!


Il presidente del Bologna Giuseppe Gazzoni Frascara

Le uscite del presidente del Bologna di questi giorni, all'indomani della retrocessione in serie B della sua squadra dopo il doppio spareggio contro il Parma, suonano quantomeno stonate!

Andiamo con ordine.
Già a inizio campionato, bisogna ricordarlo, il presidente Gazzoni era stato l'unico a promuovere e chiedere una maggiore chiarezza nei bilanci delle squadre di serie A, forte del fatto che la sua società è una delle poche in regola economicamente, sotto tutti i punti di vista.

Adesso però ci sembra un tantino fuori luogo ripescare dal cesto argomentazioni di mesi fa, solo perchè la retrocessione in B non la si riesce a digerire.

E' vero che il Parma, così come molte altre squadre, Roma e Lazio su tutte, hanno goduto di privilegi e leggi dello Stato adattate al mondo del calcio affinchè potessero iscriversi al campionato; è anche vero però che nel periodo pasquale il Bologna era in zona Uefa, faceva un bel calcio, faceva risultato anche contro le grandi, se poi c'è stato un crollo non sarà mica colpa delle leggi, o no?

Mazzone non è riuscito a stimolare i suoi fino a fine stagione, quando sarebbero bastati pochi punticini per una salvezza tranquilla.
Arrampicarsi sugli specchi adesso non serve a nulla, forse solo a fare una brutta figura.

Se tutte le energie che sta usando adesso, Gazzoni le avesse usate prima per strigliare un po' un ambiente intorpidito, non si troverebbe adesso a ripartire dalla B e con circa 20 milioni di euro di introiti in meno tra diritti tv e sponsor vari.

Il campo ha parlato chiaro e l'ha ammesso anche Marocchi: il Parma ha meritato la serie A, molto di più del Bologna.
Non ci sono appelli!

-> continua

Le cattedrali vuote


Stadio delle Alpi, Torino


Grazie ai mondiali di Italia '90 molti dei nostri stadi sono stati ampliati o costriuti ex novo proprio per quella manifestazione.

Storie di appalti e tangenti varie hanno portato, nella maggior parte dei casi, alla costruzioni di imponenti strutture, architettonicamente molto belle e avvenieristiche, che sin dal mondiale non hanno mai contato il tutto esaurito, o almeno un numero di persone tali da giustificare questi progetti così sontuosi e pesanti economicamente.

Il caso sicuramente più eclatante è quello dello stadio Delle Alpi di Torino (foto sopra) in cui giocando la squadra con più scudetti d'Italia era lecito aspettarsi il pienone quasi tutte le domeniche. Nulla di tutto ciò: vuoi la scomodità a raggiungere lo stadio dalla città, la nebbia invernale, il freddo e soprattutto la famigerata PISTA D'ATLETICA che fa da orrida cornice al campo di gioco. Risultato: dagli spalti non si vede niente, la gente sta a casa e guarda le partite di Juve e Toro alla tv (pay-tv!)

La domanda dunque è questa: perchè mettere la pista intorno al prato se tanto non si userà mai?
Proviamo a rispondere: forse chi ha costruito lo stadio sapeva che si sarebbe sfruttata al massimo, forse era più bello da vedere, forse qualcuno ci ha guadagnato molto di più...non lo sapremo mai!

C'è ora in progetto uno stadio a Torino, per la Juve, molto ridotto in termini di capienza (circa 40 mila posti a sedere), costruito all'interno proprio del Delle Alpi ponendo, guarda un po', le tribune sulla pista.
Queste le immagini del progetto:



Juventus Arena-Giovanni Agnelli, Torino

Il Torino da par suo non è stato certo a guardare, stufo come la Juve di giocare quasi a "porte chiuse" ogni match, e si trasferirà dal 2005 al vecchio Comunale, forse con l'intenzione di rinnovarne la veste.



Stadio Olimpico, Roma

A Roma la situazione è grosso modo la medesima anche se Roma e Lazio riescono a "riempire" con più paganti lo stadio ogni domenica. Non c'è comunque mai il tutto easurito o un numero di spettatori vicino alla capienza dell'Olimpico (82 mila spettatori) e questo forse a causa, anche qui, della scarsa visibilità, dovuta alla lontananza dal campo di gioco. Un progetto di rinnovamento dentro e soprattutto fuori dello stadio è in corso di studio. Le due squadre però pare che abbiano già visionato delle aree nelle periferie romane dove poter costruire i loro nuovi, e magari più accoglienti, campi da gioco.



Stadio S.Nicola, Bari

Non è da meno anche lo stadio di Bari che non si riempì neanche in occasione del mondiale di Italia '90. Ora con la squadra della città sempre in bilico tra serie B e C, ma in realtà neanche quando militava nella massima serie, ha mai visto molti seggiolini occupati. Qui la capienza è di quasi 60 mila persone.

Qui sotto facciamo una rapida carrellata fotografica di stadi resi poco calcistici dalla presenza della pista d'atletica e dove si vedono ogni domenica parecchi buchi sulle gradinate, prima di parlare dell'unico caso vincente di Italia '90.


Stadio Rigamonti, Brescia

Stadio Via del Mare, Lecce

Stadio dall'Ara, Bologna

Stadio Friuli, Udine




Stadio S.Siro, Milano

Lo stadio di Milano è il più capiente d'Italia con i suoi 85.700 posti a sedere, secondo in europa solo al Camp Nou dove si sfiorano i 100.000 seggiolini.

Unico caso vincente si diceva prima. Ebbene si perchè le due squadre milanesi, vuoi anche per i risultati conseguiti in campionato e la presenza quasi fissa in Champions League, conta su una base fissa di abbonamenti annuali al campionato di circa 55 mila unità. A questi si devono aggiungere i biglietti venduti ogni domenica. Per farla breve lo stadio di S.Siro conta la presenza fissa ogni settimana di almeno 65 mila persone.
Il fatto che lo stadio sia facilmente raggiungibile e non ci sia la pista d'atletica, fanno il resto.
Unico problema vero è il manto erboso che da sempre è il tallone d'Achille di una struttura quasi perfetta: a questo si deve anche aggiungere che non essendo di proprietà dei due club (ma del comune)l'affitto è molto alto; ecco perchè l'Inter sta pensando di farsi uno stadio tutto per sè.


I grandi progetti di ridimensionamento degli stadi stanno quindi per iniziare, la gente preferisce vedere bene la partita a casa alla tv che andare allo stadio. Era forse questo lo scopo di chi ha consentito la costruzione di questi colossi sempre deserti?
Io non voglio pensarlo, però forse si poteva meditare prima che lo spettatore pagante, si rechi la domenica allo stadio per vedere uno spettacolo, e non 22 puntini colorati che si muovono su un tappeto verde.

Speriamo che almeno adesso le cose vengano fatte con un minimo di accortezza e che tutto questo non sia un pretesto per alzare ancora di più i prezzi dei biglietti!



[Foto: stadiumguide.com]

-> continua

giovedì, giugno 16, 2005

Inter, finalmente!


Mancini, Moratti e Facchetti con la coppa Italia


Eh si, sembrava la maledizione del dio del calcio che arrabbiato per lo scudetto record del '88 aveva fatto in modo che l'Inter non riuscisse più a vincere nulla, a parte una coppa Uefa nel 1998, con Ronaldo.

Ieri è tornata la vittoria, seppur in una competizione che nel nostro paese non ha molto prestigio: considerata infatti da tutti come un impegno fastidioso, non è un caso che sia Milan che Juve l'abbiano abbandonata 2 mesi fa.

L'Inter ha almeno dimostrato, lasciato per strada già a novembre il discorso scudetto e uscita dalla Champions contro un Milan di livello superiore, di poter crederci fino alla fine e conquistare un trofeo che da troppo tempo mancava nella bacheca di via Durini.
Certo gli obiettivi per una squadra come quella nerazzurra dovrebbero essere altri, considerato anche i milioni di euro (miliardi di lire) spesi dal patron Moratti in tutti questi anni di nulla assoluto.

Adesso serve solo quella continuità che nel campionato hanno solo Milan e Juve e ritroveremo un'altra squadra per la lotta al vertice già dal prossimo 28 agosto.

Moratti potrà finalmente sorridere, lui se la merita più di tutti!

-> continua

martedì, giugno 14, 2005

(Manchester) United colors of money


Acquistando il 75% delle azioni del Manchester Utd, lo scorso 26 maggio, il miliardario americano Malcom Glazer è diventato di fatto il nuovo padrone della società inglese, una delle più ricche per introiti al mondo.

L'opposizione dei tifosi è iniziata ancora prima dell'ufficializzazione del suo insediamento. Ora, da quanto risulterebbe da documenti trafugati, pare che di motivi ne abbiano, e di seri, per essere ancora di più contro questa nuova dirigenza.
I prezzi dei biglietti, del merchandise ufficiale e di tutto ciò che ruota attorno al club dovrebbe, già dalla prossima stagione, subire un'impennata nei prezzi in maniera più che considerevole, si parla del 25%.

La protesta dei tifosi è più che giustificata. Il ricco americano ovviamente non sta facendo tutto ciò per la gloria e il nome del club, ma solo per il suo portafoglio. I supporters l'avevano capito ancora prima di tutta la stampa!

Non sto ad addentrarmi in un discorso di morale e ideali di un calcio che non esiste più, schiavo solo della tv e delle sponsorizzazioni, però ritengo che si stia strapazzando, un po' ovunque, Italia inclusa, questo gioco (giocattolo?), col rischio, concreto e vicino, che si possa rompere per sempre. Non esisterebbe poi un "centro assistenza pallone" che lo possa mettere a nuovo.

La tifoseria, non solo quelli che si recano allo stadio, potrebbe, entro breve, essere nauseata dal vedere 7 giorni su 7 partite di bassa qualità, come sta succedendo negli ultimi anni, dove i giocatori si stanno trasformando in macchine da 60 partite l'anno e dove i campionati, più che essere nazionali, sono ormai pieni di giocatori stranieri.
Un tempo, diciamo 10 anni fa, il fatto che nella coppe europee si incontrassero due squadre di paesi diversi era sinonimo di scontro sportivo tra 2 culture del pallone differenti. Ora non più. Pensate che l'Arsenal in una partita della scorsa Champions League è scesa in campo senza neanche un giocatore inglese!

Il tifoso è si un po' accecato dalla passione, ma non stupido come si vuole credere. Se cominciasse ad abbandonare gli stadi e disdire gli abbonamenti alle pay-tv cosa succederebbe?

Attenzione: il momento non è poi così tanto lontano!

-> continua

martedì, giugno 07, 2005

Biglietti nominali per controllarci meglio


Scontri tra tifosi e polizia

Il ministro dell'Interno Beppe Pisanu ha deciso che dalla prossima stagione si andrà tutti allo stadio con un biglietto recante sopra il proprio nome. Il decreto, uno dei tre, dovrebbe servire a riportare la pace all'interno dei nostri stadi.
Il "comitato" che si è riunito per fare questa bella pensata era anche composto dal ministro della cultura Buttiglione e da quello delle innovazioni tecnologiche Stanca, nonchè da Petrucci e il sempre lungimirante Carraro.

Andiamo con ordine. Il primo decreto prevede appunto biglietti nominativi in cui sarà inoltre vietato cambiare di posto (immaginate stadi come S.Siro o l'Olimpico, chi controllerà se uno si siede nel seggiolino sbagliato?).
Il secondo prevede la videosorveglianza tipo Grande Fratello, sia all'entrata che durante la partita, mentre siamo seduti al "nostro" posto.
Il terzo responsabilizza, se così si può dire, anche le società di calcio, che dovranno impiegare personale di controllo (steward) sia all'entrata che sugli spalti.

Non sono bastate delle leggi di Aprile fatte in fretta e furia senza una logica concreta di voler poi applicare e punire chi veramente fa male negli stadi, arriva adesso anche questo bel trittico delle meraviglie.

Il biglietto nomimale ha anche un altro retroscena non da poco: non potranno essere più venduti il giorno stesso della gara, quindi o si decide di andare allo stadio una settimana prima o si sta a casa. Forse l'unico vero vantaggio di tutta questa faccenda potrebbe, dico potrebbe, essere la scomparsa dei tatno odiati bagarini, ma non è detto.
La videosorveglianza all'interno e all'esterno degli impianti per controllarci uno ad uno come se fossimo un branco scatenato da domare e la sicurezza "privata" che potrebbe pian piano trasformarsi in polizia privata con la facoltà di intervenire al posto di quella vera, dei vigilantes per capirci.

Ma questi elementi che dalle loro poltrone di pelle e con i loro stipendi d'oro vogliono decidere come e cosa fare per proteggerci sono mai andati a vedere una partita? Allo stadio intendo, in tv fin troppi la guardano.
E' mai possibile che non si riesca a capire che i problemi sono altri? Le tifoserie organizzate non colpiscono mai i tifosi dentro lo stadio, ma si "trovano" fuori con gli avversari dandosi appuntamenti prima ancora della partita. Gli scontri inoltre avvengono solo tra chi ha veramente voglia oppure contro la Polizia, da sempre vista come nemica degli Ultras.

Schedarci tutti quanti, farci stare fermi e buoni al proprio posto osservati dagli steward di turno...il prossimo passo quale sarà? Vietare l'esultanza per un goal?



Sul sito di Repubblica c'è una bella intervista al deputato dei verdi Cento.
Vale la pena leggerla.

-> continua