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Il Blog del Calcio

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venerdì, maggio 27, 2005

Una notte maledetta


Lo sconforto di Sheva, la gioia dei "reds"

Alzino la mano coloro che si erano augurati una partita vivace ed emozionante, piena di gol ed emozioni, una di quelle che non se ne vedevano da anni, non il solito 0-0 o l'1-0 col classico golletto! Certo una lodevole e bella aspettativa. Non si può dire che tutte quelle mani alzate non siano state accontentate. Ora alzino la mano coloro che si sono amaramente pentiti di aver osato bramare cotanto spettacolo di gol ed emozioni! Questo è il calcio, crudele e spietato quanto generoso e genuino. Ci sono momenti in cui ti va tutto bene, ti riesce qualsiasi colpo, in un modo o nell'altro... e ci sono momenti in cui quello che ti ha concesso, il calcio se lo riprende. Impossibile non ricordarsi il sorriso sornione con il quale Sheva si apprestava a battere Buffon per regalare la coppa Campioni al Milan 2 anni fa e non confrontarlo con quell'espressione corrucciata con la quale si avvicinava al modesto Dudek, a sua volta pronto a ritirare la coppa proprio dal piede dell'ucraino rossonero. Inutile cercare nello sguardo di Sheva la cattiveria e la sicurezza; sono rimaste negli spogliatoi fra 1° e 2° tempo.



A Dudek, invece, riesce tutto, anche la parata della vita. Il suo sguardo ludico e giocherellone, al limite della sfrontatezza dice tutto. Dudek sa di non essere un grande portiere, ma ha capito che è la sua serata, non ce ne sarà un'altra. Lo capisce al 90°, quando sempre Sheva arriva come un treno a meno di 1 metro dalla porta e calcia con tutta la rabbia che riesce a trovare nel suo piedino. Ma sulla linea di porta spunta una mano, quella di Dudek. Anzi no, quella di Dio. Non ci crede Sheva, non ci crede il portiere, non ci crede nessuno, ma la palla si alza sulla traversa. Impossibile non retrocedere nei ricordi fino al mondiale '86, quando Maradona segnò un evidente gol di mano proprio agli inglesi. Si parlò di "mano de Dios". A distanza di 19 anni quella mano si materializza sulla linea di porta e restituisce il gol agli inglesi. Probabilmente in quell'attimo Dudek capisce che nulla può andargli storto. Balla, ride, salta come un folletto sulla linea di porta, come se sapesse che uno spirito guida lo farà tuffare dalla parte giusta. Lui ha già vinto. Se la ricorderà per tutta la vita questa serata magica il portierino dei "reds". Anzi, a voler credere al destino, uno dovrebbe smettere di giocare dopo una partita così. Ma siamo convinti che Dudek continuerà e resterà un portiere appena sufficiente.
Un 'ultima considerazione di carattere più tecnico comunque va fatta. Anche i calciatori rossoneri ad un certo punto credevano di avere già vinto. Gli allenatori più esperti sanno che le partite durano 90 minuti e anche oltre, qualsiasi sia il risultato. A questo proposito lasciare Inzaghi in tribuna non sembra una scelta lungimirante da parte di Ancelotti, anche se col senno di poi son bravi tutti. Colpisce la leggerezza con cui il Milan comincia il secondo tempo. La marcatura su Gerrard è a dir poco da spiaggia. Eppure a certi giocatori del Milan l'esperienza non manca di certo. Al contrario Benitez (a cui vanno fatti i complimenti per una stagione trionfale) sbaglia l'undici iniziale concedendo troppo a Cafù e Crespo. Ma nell'intervallo carica incredibilmente la squadra, nonostante lo 0-3. Inserisce Smicer, che si rivelerà decisivo. Sul 3-3 la situazione psicologica è determinante, perché il Milan ha una reazione d'orgoglio fisica più che tecnica e razionale. I rossoneri sono messi meglio atleticamente e si vede, ma hanno smesso di giocare con la testa. Al contrario agli inglesi sarà sembrato di sgretolare l'esercito di Giovanna D'Arco!
Infine i rigori. Benitez aveva detto che non avrebbe fatto allenare i suoi sui rigori poiché in quei momenti non conta la tecnica. Dobbiamo ammettere che ha avuto ragione anche stavolta. Insomma è andata. Non bisogna fare troppe tragedie; il calcio è questo e se si ama lo si accetta nella gioia e nel dolore. Il calcio ha i suoi tempi, ma alla fine se hai pagato troppo (è il caso degli inglesi) vieni inopinatamente rimborsato, mentre se hai preso a dismisura, arriva il momento di restituire il "bentolto". E vale per tutti!