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martedì, maggio 17, 2005

Rai-Mondiali: capitolo 2


Il 4 giugno scioperano i giornalisti Rai

Continua la telenovela della Rai sui prossimi mondiali 2006 in Germania.

I giornalisti Rai hanno indetto uno sciopero per protestare contro la mancata acquisizione dei diritti tv da parte dell'azienda di stato. Ritengono che l'immagine che ne passa sia quantomeno penalizzante e, soprattutto, non si capisce a cosa serva sventolare gli utili dell'azienda se poi questi non vengono utilizzati per un evento di così grande importanza per il pubblico italiano.

Ieri sera al processo di Biscardi Flavio Cattaneo, direttore generale della Rai, si è difeso portando al suo mulino il fatto che i costi per i diritti sono aumentati a dismisura (800%) dal 1998 ad oggi e che comunque la Rai trasmetterà la nazionale (ricordiamo ancora che lo fa per legge!) e le migliori partite della manifestazione. Migliori per chi? Per il signor Cattaneo?



In sintesi la tv di stato trasmetterà una partita al giorno e sappiamo bene che solo nella prima fase se ne giocheranno ben 4. Inoltre tra ottavi di finale e quarti la Rai starà a monitor spenti per metà degli eventi. Ultima beffa sono gli highlights: non verranno trasmessi prima delle 23: se per la partita delle 21 potrebbe non essere un problema, per quelle del pomeriggio come la mettiamo?

Forse una cosa non è ancora ben chiara ai dirigenti della Rai: che abbiano degli utili potrà anche essere un bene, ma il canone (quasi 100€) lo paghiamo tutti lo stesso e così come i diritti tv aumenta ogni anno, perchè? C'è un servizio migliore? Non dico solo per lo sport, ma in generale. O forse è meglio rinnovare il contratto a dinosauri come Baudo, Magalli e compagnia cantante, coprendoli di oro?
E' mai possibile che il pubblico non sia mai tenuto in considerazione?

Perchè anche la Champions League, la competizione europea più importante a livello di club è in mano a Mediaset in chiaro, così come la MotoGP? Ok è un'azienda privata, ma forse lavora meglio e fa lo stesso numero di pubblicità di quante ne fa la Rai. Unica differenza: la tv di stato prende anche i nostri soldi. Adesso basta!