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giovedì, aprile 21, 2005

Totti vs Ibrahimovic 5-3


Totti espulso per il pugno ai danni di Colonnese

Ibrahimovic in lotta con Mihajlovic




Dopo le super-sentenze e regole contro le tifoserie "calde" del nostro calcio, arrivano, è di poche ore fa, le sentenze del giudice sportivo per le partite giocate ieri.

Totti starà fuori per 5 giornate e potrà giocare solo l'ultima di campionato, Ibrahimovic salterà 3 partite (1 giornata per somma di ammonizioni e 2 per la prova tv).
Troppo dure? Forse no.

Il capitano della Roma è da molto tempo che si lascia andare al nervosismo e a gesti che del grande campione hanno veramente poco. Va bene la tensione della partita e l'agonismo ormai eccessivo della serie A, va bene che la Roma quest'anno sta facendo una stagione imbarazzante e che lui stesso, da sempre anima e cuore di questa squadra, senta il passare degli anni con la conseguente constatazione che non riuscirà mai a vincere qualcosa di veramente importante: trofei, per capirci, che trasformano un gran giocatore in campione.
Non basta fare dei gran goal e fare uscire dei dvd che li raccolga: un campione lo è sempre soprattutto nelle situazioni di maggior tensione; troppo facile fare fair play quando si vince.
Detto questo giuste le 5 giornate proprio per quanto detto e perchè troppe volte è stato graziato.

Il signor Ibrahimovic invece subisce la squalifica pesante per una gomitata ai danni di Cordoba. Anche in questo caso il giocatore svedese ha dimostrato che sotto il punto di vista della disciplina ha ancora molto da imparare.
Non è il primo caso infatti che lo vede protagonista in questo campionato: troppe volte ha eccesso in scatti nervosi più o meno violenti e troppe volte è stato non visto o graziato. Anche Capello ha ammesso, qualche settimana fa, che dovrebbe spegnere i suoi bollenti spiriti quando è in campo. Speriamo, per lui, che queste 3 giornate gli servano per riflettere. Lo scandalo non sono le giornate di squalifica ma il fatto che abbia finito la partita.
Come detto per Totti, non bastano una manciata di finte, qualche goal e paragoni azzardati (Van Basten) per definire campione un giocatore.

L'educazione in campo e la sportività va oltre tutto questo, non lamentiamoci poi se chi sta sugli spalti ha comportamenti violenti: magari se i protagonisti stessi usassero di più la ragione potremmo arrivare realmente agli stadi senza barriere, come succede in Inghilterra.
E' forse utopia?

1 Comments:

At 25/4/05 13:02, Blogger Laviola G. ha scritto:

Dal punto di vista etico nulla da eccepire; il comportamento scorretto va condannato e punito prima di tutto in campo, poi fuori. Sono loro, i protagonisti, ad essere imitati e presi ad esempio da piccini e purtroppo certe volte pure dai grandi! Un appunto però, sento di farlo sull'uso sempre più strumentale della cosiddetta "prova TV". Il sospetto che dopo una partita importante, i dirigenti delle due squadre (chiariamo: che sia la Juve o l'Atalanta è uguale) sguinzaglino aspiranti registi per cercare immagini che scagionino certi giocatori e ne condannino altri, è troppo pesante. Vogliamo che l'arbitro, invece che correre in campo, si guardi la partita in poltrona dalla cabina di regia e prenda le decisioni guardandosi 33 inquadrature diverse? Va bene, allora vai con la playstation! Forse sulla "prova TV" andrebbero pensate delle regole meno ambigue.

 

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