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lunedì, aprile 18, 2005

Tolleranza zero? Così si perde il bello del calcio

Lo striscione di ieri dei tifosi del Brescia dedicato a Carraro

Finalmente una domenica senza incidenti. Con la tolleranza zero un week-end all'insegna della non violenza, senza episodi eclatanti e senza fumogeni. Cantano vittoria i rappresentanti delle istituzioni e molti quotidiani si accodano. Almeno su una cosa siamo daccordo: viva le domeniche senza violenza. Ma, aggiungiamo, questa è stata anche una domenica senza pubblico. Avevamo paventato l'assoluta inadeguatezza delle nuove regole nel garantire i diritti degli sportivi "tout-court", che fatalmente hanno finito per restare a casa o, magari, fare una passeggiata al parco. Sempre meglio che andare a mettere a repentaglio la propria incolumità negli stadi che ormai sono stati dichiarati a tutti gli effetti zone a rischio. A Brescia, spettatori 5000 circa (in pratica solo le 2 curve), a San Siro 5000 paganti per un totale di 30.000 spettatori a fronte di 44.000 abbonati, a Bologna, dove era di scena la Lazio, circa 2000 paganti. Insomma, le nuove norme finiscono per consegnare definitivamente gli stadi ai capi ultras, affossando il rito della domenica pomeriggio (già compromesso dall'avvento della Tv a pagamento) e consacrando il luogo dell'evento calcistico ad arena pericolosa in cui la violenza potrebbe scatenarsi da un momento all'altro. Non è certo un bello spot per lo spettacolo calcistico.


La foto qui a fianco si riferisce invece ad un altro esempio della cosiddetta tolleranza zero usata a sproposito: i compagni di squadra cercano di nascondere Cossato, che ha appena segnato il gol del 2-0 per il Chievo, ma non riusciranno ad evitargli l'espulsione. Ne parliamo nella seconda parte del pezzo.





Da segnalare l'unico brivido che avrebbe potuto far scattare le nuove contromisure: in serieD, girone G, durante la gara Lavello-Ariano Irpino (1-0), ad un quarto d'ora dalla fine pioveva in campo un fumogeno... apriti cielo! Ma fortunatamente l'arbitro Calò di Molfetta (buon senso 10, altro che tolleranza zero!) faceva regolarmente finire la gara.
Ma c'è un altro episodio accaduto ieri pomeriggio, che dimostra quanto i dirigenti del calcio italiano brancolino nel buio quando si tratta di "inventare" nuove regole, senza mai neanche sfiorare il problema. I calciatori sono prima di tutto uomini e si sa, possono sbagliare. Le emozioni, che sono l'essenza dell'evento sportivo, possono tradire, ma conferiscono tutto il fascino al gesto tecnico, al risultato, alla voglia di superarsi. Qual'è il momento più bello del gioco del calcio, il culmine, quell'attimo capace di scatenare la gioia di grandi e piccini, lo scopo finale, il punto d'arrivo del lavoro di tutta la settimana e a volte di un'intera annata? Il gol!!!
Ieri pomeriggio in Chievo-Parma, rientrava Federico Cossato, 33 anni, attaccante molto sottovalutato. Il Chievo come si sa, non naviga in acque tranquille e lotta per la salvezza. Federico Cossato non segnava dal lontano 12 dicembre 2004(doppietta al Palermo). Al 33° della ripresa, col Chievo in vantaggio per 1-0 (Pellissier al 21°), col Parma alla ricerca del pareggio (non si dimentichi il 3-3 col Palermo in 10 contro 11 acciuffato al 93°), Federico Cossato incorna la rete del 2-0 che chiude la gara e permette alla sua squadra di fare un salto triplo in classifica. La sua gioia è incontenibile, chissà da quanto l'aspettava questo momento. Nella sua corsa verso la curva si toglie la maglia. Purtroppo non si può fare. I suoi compagni attuano un simpatico siparietto nel tentativo di permettere al giocatore di rivestirsi senza essere visto dal direttore di gara. Purtroppo Cossato si era beccato un cartellino giallo due minuti prima e Farina, non può che seguire il regolamento: secondo giallo ed espulsione. I padroni del calcio si ostinano a tirare fuori dal cilindro le trovate più assurde per il bene dello "spettacolo", dicono loro. E l'esultanza per un gol atteso per mesi? No, non è uno spettacolo. Dal momento che i tempi di recupero vengono attentamente valutati dai direttori di gara, crediamo che la regola dell'esultanza vietata sia una delle più obsolete. Come minimo andrebbe aggiornata, diciamo dando più discrezionalità all'arbitro che potrebbe valutare l'entità dell'esultanza in base al contesto della gara. Semplice no? No. I padroni del calcio pensano alla moviola in campo, ad orari sempre più sfasati, a microchip ed altre diavolerie. Noi i complimenti li facciamo a Federico Cossato questa volta.

Questo calcio ci fa SKYfo!


1 Comments:

At 12/4/06 04:24, Anonymous Gustavo ha scritto:

Ciao a tutti! Ho trovato um sito divertente su la Nike. In questo sito, possiamo vedere alcuni film della promozione “Giocca Bello”. Grazie ragazzi! Ciao!

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