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Il Blog del Calcio

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giovedì, aprile 07, 2005

Euro-Derby: l'andata


Dopo la lunga attesa finalmente arriva la partita. Tensione sugli spalti, le probabili formazioni corrono per tutto lo stadio, c'è chi "è meglio non prendere goal", c'è chi "speriamo di segnare che in trasferta vale doppio", c'è chi tace e si tiene tutto dentro.

Mancano 10 minuti all'inizio, coreografie quasi pronte.
Silenzio, inizia una soave musica e dai maxi schermi cominciano a scorrere immagini del Papa. Tutti in piedi ad applaudire per 5 minuti di seguito, credenti e non credenti. Era una sensazione strana, come se gli 80 mila di S.Siro per quei 5 minuti avessero abbandonato tutti i problemi della vita quotidiana, le rivalità del tifo e tutti uniti avessero voluto dire semplicemente "ciao" a Giovanni Paolo "il Grande".

Si torna poi alla realtà dell'euroderby.
Le coreografie:
Inter: "Chi osa vince...Vincere...e vinceremo!!!"
Milan: "11 Leoni...Oggi più che mai"

Fischio d'inizio...via!
L'inter parte in quarta e prende possesso del campo, lasciando al Milan le briciole. Nel primo tempo si assiste, come non succedeva da anni, ad una insolita Inter propositiva e ad un Milan quasi svogliato, che fa fatica a giocare per mancanza di voglia. Sembra quasi che Ancelotti l'abbia studiata a tavolino la partita dicendo ai suoi, con la solita calma che lo contraddistingue: "mi raccomando non stanchiamoci troppo, tanto c'è la partita di ritorno. Amministriamo con tranquillità senza subire troppo e poi magari un gol riusciamo a farlo". La calma dei forti? La solita "fortuna" del Milan? Ormani penso che sia la prima ipotesi quella più vera. Non si possono vincere coppe e scudetti con la fortuna, o almeno solo con quella.

Ieri la differenza l'ha fatta la maggiore esperienza dei rossoneri: il gruppo gioca assieme da quasi 4 anni e certi automatismi si vedono, danno maggiore tranquillità alla squadra anche nei momenti più difficili e contro avversari molto ben organizzati, come lo era l'Inter ieri sera. In ogni azione si poteva notare che non c'era voglia di strafare da parte rossonera, mentre dall'altro lato c'era maggiore nervosismo e minore tranquillità. La calma dei forti quindi, come già alla vigilia si era notato un ambiente rossonero più pacato anche nelle dichiarazioni. E' vero che gli episodi poi decidono le parite e le chiacchere servono a poco, però se il Milan ha subito almeno 2 palle pericolose, nel primo tempo, senza prendere goal, è anche vero che l'Inter alla prima palla verso la propria porta ha subito la rete. Questo accade da inizio stagione e i 16 punti che dividono Milan e Juve dall'Inter stanno proprio qui, nel numero di goal subiti: si possono creare anche parecchie occasioni limpide da goal, ma se alla prima contro si subisce, è tutto lavoro gettato all'aria.

Secondo tempo di marca più rossonera, per un calo dei nerazzuri che regalano anche il bis al rientrante Shevchencko.

Martedì prossimo si replica.
Attendiamo ancora con ansia il fischio d'inizio della gara!