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Il Blog del Calcio

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venerdì, febbraio 11, 2005

Tributo a Gigi Riva


Non c'è niente a proposito di GiGi Riva di cui non si sia già parlato abbondantemente. La sua fedeltà alla maglia del Cagliari, il suo carattere taciturno e solitario dai tratti quasi "eroici" eppure così sempre coi piedi per terra e il cuore vicino alla gente comune, i suoi 35 gol con la maglia azzurra in sole 42 partite, i suoi infortuni, i suoi trionfi...GiGi Riva merita sicuramente l'appellativo di "MONUMENTO DELLO SPORT ITALIANO" e allora voglio approfittare di questo momento di celebrazione nei confronti del campione (il Cagliari in occasione della partita della nazionale di mercoledì ha ritirato la maglia che gli appartenne per 12 stagioni) per tributare queste poche ma sentite righe.
Riva resta nel cuore di tutti gli sportivi veri anche (e forse soprattutto) per la sua attitudine schietta e genuina che tanto manca nel calcio odierno. Lontano da riflettori e paparazzi, ha sempre parlato con quello che meglio sapeva fare: i gol. Ultimo esempio della caratura di un personaggio come "rombo di tuono", lo abbiamo avuto l'altra sera al termine dell'amichevole dell'Italia quando schivo e sovrapensiero, Riva si fà fermare da un giornalista che gli chiede se ha visto in tribuna il bandito sardo Graziano Mesina, rilasciato di recente dopo quarant'anni di carcere: "Si l'ho visto, sono anche passato a salutarlo..." il giornalista non molla Riva che sembra già volersi esiliare dai microfoni e gli chiede cosa ne pensa del suo incontro col bandito e della sua libertà: "Ha pagato con 42 anni di carcere il suo debito alla società, ha pagato profumatamente, oggi per crimini peggiori si scontano pene molto meno dure......e cmq io e Mesina già ci conoscevamo, i biglietti per la partita glieli ho procurati io....". Poi Riva sparisce il capo tra le spalle come i personaggi dei film noir...