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Il Blog del Calcio

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venerdì, febbraio 18, 2005

Se ne va un altro pezzo di calcio

Di Omar Sivori, molti, i più giovani, al massimo si ricorderanno "l'arbitro Sguissssato di Verona" nelle infuocate moviole di Pressing, più o meno quando i primi gol e neanche tutti, ce li faceva vedere 90° minuto. I più anziani ricordano quanto opportunamente menzionato dal bravo Lolò (a cui mi associo in pieno) nel POST precedente: gol incredibili, dribbling "ubriacanti" ed umilianti, tunnel irriverenti (la sua specialità) e tanta sregolatezza. Se ne va sottovoce Omar Sivori, in un momento in cui il calcio grida sempre di più "soldi soldi soldi" (vedi il POST di Terrorizer). Se ne va un altro pezzo del calcio che ci piace, dominato dalla fantasia e dal genio, un calcio giocato per divertirsi e per divertire, le cui immagini sono sempre meno in "tempo reale" e in un bianco e nero sempre più sbiadito.Lui che non esitava a "sgridare" l'arbitro, aggredire gli avversari, essere sempre al centro dell'attenzione, ancor prima del cancro che lo ha stroncato ieri notte, muore soffocato da un calcio troppo veloce, troppo freddo, troppo in secondo piano rispetto agli sponsor e si ritira nella sua fattoria a San Nicolas, 300 km da Buenos Aires. Troppo diretti i suoi commenti a Pressing, poche chiacchiere, i fatti. Il calcio in TV stava già cambiando. Quando nel '57 passa alla Juve, il River Plate con i soldi ricavati termina la costruzione dello stadio Monumental di Buenos Aires... altri tempi. Oggi gli stadi si svuotano, cambiano volto, cambiano prezzo. Lo spettacolo oggi è a casa mentre in curva fra poco ci andrà l'élite che può permettersi 25€ a partita in serie A e se ne sta buono buono seduto in silenzio.
Omar Sivori era uno che la palla "se la cresceva", come si diceva nel campetto sotto casa, ma era abbondantemente in grado di superare tutti gli avversari e fare un tunnel al portiere. Oggi sarebbe impensabile, c'è il "fallo tattico". Ma è soprattutto l'esasperazione tattica, che finisce per scommettere tutto sulla preparazione fisica piuttosto che sulla tecnica, a scoraggiare e svilire il talento puro. Sperare di imbattersi nel nuovo Sivori, nel nuovo Pelé o nel nuovo Maradona sarà sempre più un miraggio, perché nello spettacolo del "paghi quello che vedi" il calcio è solamente un futile orpello, subordinato sempre più allo sponsor che paga e quindi pretende tutta la scena per sé. Il calcio? Surrogato di Playstation. Omar Sivori era lo sponsor di un calcio che non c'è più, fatto di attese ed emozioni, fatto di intelligenza e tecnica sopraffina, un calcio magari fine a sé stesso, ma protagonista a pieno titolo.
Ricordiamolo Omar Sivori, per non farci fagocitare dalle Pay-TV, per stimolare riflessioni soprattutto sul "gioco" del calcio, per ricordarci di quando il calcio professionistico era la proiezione onirica di ciò che succedeva nei campetti di periferia tutti i pomeriggi, per ricordarci che aldilà del 4-4-2 o del 3-5-2 c'era quello che lo mandavi in campo e gli dicevi "fai tu!".
Ciao Omar Sivori!


GoRyJo€