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Il Blog del Calcio

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lunedì, febbraio 28, 2005

"Gelide" emozioni


Derby 260. Tutto esaurito, come sempre. Tifoserie nelle rispettive curve pronte per cori e coreografie già 2 ore prima del match, incuranti del freddo che morde S.Siro da ogni angolo.
Scendono le squadre in campo per il riscaldamento pre-partita. Fischi, urla, sfottò.
I giocatori ringraziano le rispettive curve, anche per il supporto dato nel mercoledì di coppa. Tutto pronto quindi.
Via alle coreografie. Quella rossonera più ironica e "matematica", quella nerazzurra più da conquista e quanto meno "dubbia" nella simbologia. Tutti in campo, fischio e via...partiti.

Le premesse per un bel match c'erano tutte viste la grande impresa del Milan a Manchester e una maggiore organizzazione del gioco dell'Inter negli ultimi tempi. Nulla di tutto ciò, purtroppo. La tattica e la paura di prendere goal la fa da padrona e così come in altri derby il gioco è spezzettato, falloso da entrambi le parti, poche occasioni, una per Rui Costa, una per Veron. Finisce il primo tempo, tutti a bere un thè caldo...ci vorrebbe anche sugli spalti, ma i tifosi sperano di scaldarsi nel secondo tempo con i goal.

Ripresa. Tutto come prima. Solo l'episodio può mutare il corso della partita. Il pubblico si fa sempre più nervoso, vuoi anche per il gelo che corre veloce tra i seggiolini e non aiuta di certo, ad ogni fallo c'è contestazione come è giusto che sia. Poi il goal di Kakà. Fortuna si, ma bisognava essere lì...e lui c'era. Il popolo rossonero si scalda...per 3/4 dello stadio scende ancora di più la temperatura.

Quelli che da sempre escono prima dallo stadio per non "trovare-coda-in-macchina",hanno un buon motivo per andarsene subito, gli altri resistono e ci credono all'ennesimo pareggio della squadra di Mancini. Purtroppo per loro non succede veramente niente fino alla fine.

Successo pesante per il Milan: 3 punti, testa della classifica e grande serata. Pesantissima la sconfitta per l'Inter: persa l'imbattibilità e per di più nel derby giocato in casa, il distacco ora è di 14 punti dalle due capoliste e addio sogni scudetto. Anche Mancini ora pare non crederci più. Forse Veron però ha ancora qualche speranza...ma solo lui ormai. Pare più che improbabile, non solo che l'Inter possa risalire la classifica, non vincendo uno degli scontri diretti, tra le altre cose, ma che sia Juve che Milan possano entrambe avere un crollo improvviso da qui a Maggio. Nel calcio tutto può succedere è vero, però qui saremmo proprio ai confini della realtà...quella nerazzurra!

-> continua

"QUELLO CHE NON VEDI..." Emozioni di C1

Giovanni Stroppa, 37 anni,
ieri in gol con la maglia del Foggia


Mentre in entrambi i gironi continua la bagarre per la testa della classifica, tipo "2 poltrone per 5", dedichiamo la copertina di questa settimana per la C1 a Giovanni Stroppa, genio incompreso del nostro calcio. Ieri pomeriggio, a Fermo, al 34' del secondo tempo, sul risultato di 3 - 0 in favore del Foggia, l'ex centrocampista di Milan, Lazio, Foggia in serie A (con i suoi 8 gol in stagione 93/94, record personale), Udinese, Piacenza ecc ecc, oltre 40 gol nei professionisti, Stroppa prende palla sulla tre/quarti e sfodera la sua classe sopraffina con un tiro da 40 metri che beffa inesorabilmente il portiere avversario Chiodini. A 37 anni è la classe che fa la differenza.
Per quanto riguarda il big match della giornata il Pavia batte la Cremonese con un gol del solito Ciullo e l'agguanta in testa alla classifica, in comproprietà col terzo incomodo, quel Grosseto che lunedì scorso aveva sprecato l'occasione nel posticipo, ma si riprende i 3 punti in Liguria. Nel Girone B grazie al rinvio del derby adriatico Vis Pesaro-Rimini (neve), l'Avellino si gode il primato dopo il pericolo scampato a Reggio Emilia.



Ci risiamo, quindi, continua nel girone A il giochino delle poltrone. Pavia, Cremonese, Grosseto punti 49, Mantova (col rientro di Hubner) 46. Al Pavia quindi un derby bruttino e nervoso, risolto al 12' della ripresa dal 15° gol stagionale di Ciullo quando sembrava delinearsi uno 0-0 deludente, ma che poteva fare comodo soprattutto agli ospiti. A movimentare al situazione ci mancava il giallo finale: nel recupero, mischia in area pavese, miracolo di Reggiani su Campolonghi con palla sulla linea (?) di porta. L'1-0 finale era salvo.
Intanto, scaricato dalle responsabilità della diretta TV, il Grosseto si sbarazzava agevolmente di un distratto Spezia (privo del suo bomber Guidetti, squalificato), che ormai crede sempre meno all'aggancio al treno play-off. I gol di Cecchini al 9' su punizione dai 20 metri e di Pellicori al 16' del primo tempo, sempre su punizione di Cecchini, ma di testa, con la difesa avversaria versione belle statuine. Fatica di più il Mantova, che nonostante il rientro di Hubner, trova il gol al secondo minuto di recupero con il tiro della disperazione di Spinale per il definitivo 1-0. Il Lumezzane si era rinchiuso in trincea per tutto il secondo tempo, ma non è bastato. Domenica prossima Cremonese-Acireale (ieri i siciliani hanno superato 3-2 il Frosinone), Pavia-Torres (i sardi hanno triturato la Lucchese di Nicoletti, sempre più in caduta libera, 3-0) ed un interessantissimo Grosseto-Mantova.
Stasera invitante posticipo, su RaiSportSat alle 20:30, derby toscano fra un redivivo Pisa ed una Pistoiese che potrebbe ancora inserirsi nella lotta play-off. I nerazzurri dopo l'esonero di Masi alla 20a giornata (sconfitta 2-1 a Lumezzane) e l'arrivo di Ivo Iaconi hanno un parziale di 4 vittorie (2 in casa e 2 fuori) ed una sconfitta (con lo Spezia, 2-0), ovvero 12 punti in un mese. La Pistoiese di Tedino è in serie positiva e non perde dalla trasferta di Grosseto, 1-0 alla 22a.

Nell'altro girone, pausa di riflessione per il Rimini, che nonostante l'arrivo di 1500 tifosi in quel di Pesaro, ha dovuto arrendersi al maltempo. Poco male, perchè l'Avellino rischia di perdere a Reggio Emilia. In vantaggio all'11' con Giandomenico, la Reggiana di Giordano non chiude la gara e viene beffata nel recupero da un'incredibile ingenuità del portiere Paoletti, che insegue Evacuo verso la bandierina e lo atterra da tergo giusto prima di uscire dall'area: rigore di Moretti e 1-1.
Ma la vera notizia è l'irruzione del Napoli al 3° posto, proprio a spese della Reggiana. La squadra di Edy Reja ha ragione di una buona Spal solo al 31' della seconda frazione, con un gol del "Pampa" Sosa. Da segnalare la prestazione del portiere partenopeo Gianello, che a 5 minuti dal termine para un rigore a Selva. Domenica prossima l'Avellino riceve la visita del redivivo Benevento di Sergio (reduce dalla vittoria casalinga con la Samb) che vanta un invidiabile score esterno: 2V, 5N, 4P. Il Napoli va a Chieti, invischiato nella lotta per evitare i play-out, mentre il Rimini nel posticipo del lunedi riceve la Fermana, appena uscita con le ossa rotte dalla sfida col Foggia. Insomma il Rimini si gode un'altra domenica in poltrona, sperando che poi al momento giusto si ricordi che la vacanza è finita.


-> continua

giovedì, febbraio 24, 2005

Avanti a metà!


Dunque anche il doppio appuntamento di Champions League ha regalato emozioni, come sempre d'altra parte. I pronostici sono stati disattesi quasi tutti però: l'Inter che aveva obbiettivamente il compito più facile ha ottenuto un buon risultato, un pareggio (ma quanti sono ormai?) che fa fare un grosso balzo verso la qualificazione: al ritorno basterà un po' di concentrazione e qualche distrazione in meno (leggi Toldo!).
La Juve non aveva compito facile, dopotutto si tratta pur sempre del Real Madrid, però ha subito un goal e nella ghiacciaia di Torino il 9 di Marzo servirà come ha detto Capello "un'altra juve"...i tifosi se lo augurano, anche perchè questa frase è un mesetto che si sente e in campionato sappiamo tutti cosa è successo...adesso manca ancora Nedved,ma per il ritorno ci sarà, pare.
Milan, Old Trafford, grandi ricordi, emozioni...il presente: Manchester Utd., forse una tra le squadre più forti del torneo e tra quelle pescate dalla urna dei sorteggi, sicuramente quella più ostica per le italiane. Squadra organizzatissima in attacco così come nella fase difensiva, giocatori (tutti) con i piedi buoni, ottima circolazione del pallone. Peccato che i portieri che il ManU ha avuto negli ultimi anni non siano stati all'altezza del nome della squadra di Ferguson...ieri ne abbiamo avuta la conferma e Crespo sembrava già sapere quale sarebbe stato l'esito del tiro di Seedorf.

I ritorni :

Milan - Manchester Utd, Milano, Stadio Meazza, Martedì 8 Marzo

Juventus - Real Madrid, Torino, Stadio delle Alpi, Mercoledì 9 Marzo

Inter - Porto, Milano, Stadio Meazza, Martedì 15 Marzo

-> continua

lunedì, febbraio 21, 2005

Champions: le partite in "chiaro"


Martedi e Mercoledi torna, finalmente, la Champions League.
Noi amanti delle cose "chiare" vi indichiamo cosa si potrà vedere e dove.
Buona visione.

Martedi 22 - Rete 4, ore 20.35 - Bayern Monaco-Arsenal

Mercoledi 23 - Italia 1, ore 20.40 - Manchester UTD-Milan

-> continua

"Quello Che Non Vedi..." Emozioni in C1

Una delle tante vittime dell'indigestione di calcio MoDeRnO che caratterizza i palinsesti delle reti televisive da qualche anno è una simpatica finestra che Rai3 apriva sulla serie C1 al Lunedì pomeriggio. Si intitolava Csiamo e seppur al ritmo blando dell'imperturbabile Carlo Verna, ci faceva vedere tutti i gol dei due gironi e addirittura il "punto" sulla C2. Oggi, lontano da contratti milionari (di €uro), superspot e telecamere indiscrete, si continua a lottare su ogni pallone, su ogni punto e fino all'ultimo minuto in stadi dal look obsoleto, ma nei quali il link fra la città e la squadra di calcio resta indissolubilmente ancorato al rito della domenica pomeriggio, anche se con qualche eccezione (il lunedì sera su RaiSport Satellite si possono vedere emozionanti posticipi, provare per credere). "Quello che non vedi" è il duello mozzafiato che caratterizza la testa di entrambi i gironi della C1: nel girone A sono almeno in 3 a giocarsi il primo posto, Cremonese (49), Pavia (46) e Grosseto (45) che proprio stasera in casa si gioca il secondo posto a 1punto dalla prima contro la ProPatria; nel B il Rimini (50) è ormai braccato dall'Avellino (49).



Nel girone A è da qualche mese che le tre squadre di testa danno vita a rocamboleschi inseguimenti. Dopo la vittoria di ieri sul Lumezzane per 2-0 (in gol oltre Bertoni, anche il vice capocannoniere del girone, Prisciandaro, 16 gol contro i 17 di Guidetti, Spezia, in gol anche ieri nonostante la sconfitta di Pistoia, 2-1) la Cremonese di Roselli tiene a distanza il Pavia che sfata un tabù vincendo a Lucca con la Lucchese 2-1 con gol di Cardamone e Ciullo (14 reti); il gol della Lucchese è di Cribari. Insomma, quest'anno non ci sono squadre ammazza campionato e tutte quelle di prima fascia mostrano grande forza, ma non le stimmate dell'imbattibilità, come ha dimostrato la Cremonese che giusto un mese fa perdeva partita e testa della classifica a Pistoia nel posticipo (2-0) addirittura a favore del Mantova (oggi quarto a 43). I grigiorossi hanno racimolato ben 26 punti fuori dalle mura amiche (8V, 2N, 2P) contro i 23 in casa e domenica prossima sono di scena a Pavia, una specie di Milan-Juventus! Da vedere! Il Pavia di Torresani, per l'appunto, ha costruito in casa la sua posizione di classifica, 9V, 1N, 2P, per un totale di 28 punti su 46, con 20 gol fatti, 10 subiti, sempre in casa. Ma tra i due litiganti proprio stasera, 20:30 su RaiSportSatellite, potrebbe inserirsi il Grosseto, una squadra granitica: 45 punti "equamente" divisi fra casa e fuori, rendimento quindi che difficilmente si lascia andare a cali vistosi. Con 4 sconfitte totali la squadra allenata da Esposito è quella che ha perso meno! Con soli 8 gol subiti, di gran lunga la miglior difesa. L'avversario di stasera però, la ProPatria, allenata da Patrizio Sala, che qualcuno ricorderà da giocatore soprattutto nel Torino, non ci sta a fare da vittima predestinata. Lontano da Busto Arsizio, i "tigrotti" hanno un bilancio gol fatti/subiti di 14/16, che non è male e dimostra che i bustocchi sono abituati a vendere sempre molto cara la pelle; vedremo stasera.

Il girone B, quanto ad emozioni, non è certo da meno. Qui, la lotta per il primato si riduce a due squadre, dopo che i "recuperi" di ieri hanno concretizzato la rincorsa al Rimini da parte dell'Avellino di Antonello Cuccureddu, alla sesta vittoria consecutiva, compresa quella casalinga col Napoli di Reja, che sembra ormai rassegnato a raggiungere i Play Off nelle migliori condizioni possibili e magari con l'Avellino già promosso, il ché eviterebbe uno scontro fratricida al limite dell'infarto. Solo un punto separa ormai la squadra irpina dal Rimini di Acori. Nel recupero di ieri, con Ghirardello a secco (11 reti, irraggiungibile per ora Soncin del Lanciano, 18 gol, capocannoniere del girone) ci pensano Biancolino, doppietta, Moretti ed Evacuo a schiantare un Foggia mai domo che si era pure portato sul 2-2 (Mounard e Cellini, 4-2 finale). Dicevamo sesta vittoria consecutiva dal giorno della Befana, sconfitta in casa dalla Spal, la banda di Cuccureddu vanta ben 31 punti in casa (10V, 1N, 1P), 18 fuori (4V, 6N, 1P), miglior difesa del girone, 12 gol subiti (6 in casa, 6 fuori), miglior attacco proprio con il Rimini, 34 reti. Ma ad accomunare il settore offensivo delle due squadre c'è anche il numero di gol segnato dai rispettivi cannonieri: 11 reti infatti anche per il ventiseienne fantasista del Rimini, Adrian Ricchiuti, argentino, classe sopraffina, poca fortuna in B con Pistoiese (2000/01) e Genoa (96/98), alla quarta stagione consecutiva con la squadra romagnola. Nel recupero di ieri pomeriggio, rocambolesca rimonta a Teramo, contro una delle squadre più arcigne della C. Ai gol di Marco Aurelio e Nicodemo, gli ospiti replicavano con Muslimovic (tap-in su tiro di Floccari) e con lo stesso Floccari (rasoiata, base del palo, rete). Dal canto loro i romagnoli danno i primi segni di cedimento dopo aver dominato la prima parte di campionato: nessuna sconfitta casalinga (8V, 3N, 0P), unica "distrazione" a Lanciano, altra squadra tignosa (36 punti come il Napoli), dove perse 2-0, addirittura a Ottobre 2004. Fuori dalle mura amiche il Rimini è la squadra che ha vinto di più (6V, 5N, 1P). Stessi gol segnati, 34, come l'Avellino, qualcuno in più subito in casa, ben 11, praticamente 1 a partita, qualcuno in meno subito in trasferta, solo 4. Insomma due compagini compatte, forse gli irpini godono ora di un momento di forma migliore, ma i giochi sono apertissimi. Domenica prossima vertiginoso testa-coda Vis Pesaro - Rimini, impegno più ostico per l'Avellino, impegnato in casa della Reggiana di Bruno Giordano, altra vecchia conoscenza. La Vis Pesaro è ultima, ma insegue il Sora e tutto sommato ha subito relativamente pochi gol (24, di cui solo 10 in casa) per cui la trasferta del Rimini potrebbe nascondere brutte sorprese se dovessero verificarsi cali di concentrazione. La Reggiana d'altro canto, è terza e vanta la miglior difesa del campionato, 14 gol, proprio dopo l'Avellino, perciò Biancolino, Ghirardello e Co. sono avvertiti.


-> continua

Come se niente fosse!


Tutto come a inizio stagione quindi. Milan e Juve assieme in testa alla classifica. Solo due settimane fa sembrava già chiusa la stagione, ed invece gli 8 punti che dividevano la Signora dal Diavolo sono stati colmati in un baleno: demerito sicuramente della Juve, ma grande merito al Milan che non ha mai mollato e ci ha creduto sempre.
Questo il succo del sabato sera pallonaro, bene espresso dalla foto con la gioia del Milan, la confusione momentantea della Juve e la delusione (ancora!) dell'Inter.

Un discreto Milan ha avuto ragione del Cagliari solo in extremis con Serginho e una Juve bella solo per un tempo non è riuscita ad espugnare il campo di Messina. La squadra di Capello deve recitare il mea-culpa per aver gettato alle ortiche tutto il vantaggio in così breve tempo e con così tante partite ancora a venire, scontri diretti inclusi, non è certo un bel segnale per i tifosi bianconeri, ma il calcio è bizzarro e non si può ancora dire nulla di certo. L'unica certezza sono le quattro vittorie consecutive del Diavolo che, seppur non brillando nel gioco, fa punti d'oro, pesantissimi come macigni che potranno risultare essenziali nei mesi più caldi del calendario, Aprile e Maggio, quando alla quartultima giornata ci sarà lo scontro diretto tra i due titatni in quel di S.Siro.

In tutto questo c'è anche l'Inter? Io mi sento di dire no! Ok che ci sono ancora parecchie gare, che domenica c'è il derby della madonnina, che Milan e Juve non vinceranno tutte le partite fino a Maggio, però i punti di distacco sono sempre a doppia cifra (-11) e la banda Mancini non ha ancora la continuità di risultati che ci vuole per recuperare questo tipo di svantaggio. Ad una partita di trionfo e gloria ne segue sempre una zoppicante e con un pareggio. Avevamo detto due settimane fa che Mancini credeva ancora nello scudetto...ci crederà ancora?

-> continua

venerdì, febbraio 18, 2005

Noi che...


* Noi che...finivamo in fretta i compiti per andare a giocare a pallone;
* noi che...costretti alla regola di "portieri volanti";
* noi che....."segnare da oltre centrocampo vale? " - Vale. .. ..vale
tutto!
* noi che...quando si facevano le squadre, se venivamo scelti per primi
ci sentivamo davvero i più bravi, i più importanti;
* noi che...l'ultimo che veniva scelto era sicuramente destinato ad
andare in porta;
* noi che...avevamo sempre un soprannome possibilmente infamante ma
nessuno si offendeva;
* noi che...chi arriva prima a dieci ha vinto;
* noi che...mentre facevamo finta di non sentire il richiamo della mamma
quando incombevano le tenebre, c'era sempre qualcuno che
diceva : "chi segna l'ultimo vince"
* noi che...abbiamo vissuto con terrore l'epoca delle "Espadrillas" con
le quali non si poteva giocare a pallone;
* noi che...se avevamo ai piedi le Adidas Tampico ci sentivamo piu' forti
di Pelè;
* noi che...invece avevamo ai piedi le Tepa Sport,
* noi che...il pallone di cuoio sapevano come era fatto perché lo vedevamo
in Tv esclusivamente ad esagoni bianchi e neri;
* noi che...capivano il senso della seconda maglia quando in Tv
bianco e nero mandavano le immagini del derby Milan-Inter
* noi che...o il SUPER TELE (in mancanza d'altro) o il TANGO DIRCEU se
andava di lusso o nei giorni di festa
* noi che... non potevamo sederci sul pallone altrimenti diventava ovale;
* noi che...il proprietario del pallone giocava sempre anche se era una
schiappa e non andava nemmeno in porta;
* noi che...anche senza la traversa non avevamo bisogno della moviola per
capire se era goal. "Goal o rigore" metteva sempre tutti
d'accordo;
* noi che..."rigore seguito da goal è goal" ;
* noi che..."siete dispari posso giocare?" - "Eh non lo so, il pallone non
è mio ......
* noi che..."mi fate entrare?" - "Si basta che ne trovi un altro sennò
siamo dispari";
* noi che...riconoscevamo i calciatori anche se sulla maglietta non c'era
scritto il nome;
* noi che..."Una vita da mediano" (Oriali-Ligabue) era già una filosofia
di vita;
* noi che...il n 1 era il portiere, il n2 ed il n 3 i
terzini destro e sinistro, il n 4 il mediano di spinta, il
n 5 lo stopper, il n 6 il libero, il n 7 l' ala
destra, il n 8 una mezzala , il n 9 il centravanti, il n 11
l'altra punta possibilmente mancina, il n 10 la mezzala con la fascia di
capitano perchè era inevitabilmente il piu' bravo;
* noi che...perché un giocatore entrasse in nazionale doveva fare una
trafila di 2/3 anni ad alto livello;
* noi che...gli stranieri al massimo 2 per squadra e li conoscevamo
tutti;
* noi che...dormivamo con le figurine Panini sotto il cuscino ;
* noi che...quando aprivamo le bustine pregavamo per non trovare triplone
o quadriplone PILONI ; il secondo mitico portiere
della Juve che non aveva mai giocato una partita per colpa di ZOFF;
* noi che...avevamo in simpatia Van de Korput per il nome e Bruscolotti
perché sembrava più vecchio di nostro padre
* noi che...il calcio in TV lo guardavamo solo la Domenica ed il
Mercoledì;
* noi che...la Domenica alle 19,30 vedevamo un tempo di una partita di
calcio;
* noi che...vivevamo in attesa di 90 minuto e ci sentivamo protetti dalle
figure paterne di Paolo Valenti, Necco da Napoli,
Bubba da Genova, Giannini da Firenze, Vasino da Milano, Castellotti da
Torino, Pasini da Bologna,
Tonino Carino da Ascoli, Strippoli "riporto" da Bari o Lecce
* noi che...la Stock di Trieste è lieta di presentarvi...papapà...papapà
.....papapapaaaaaa...paparapà ;
* noi che...Ciotti :..."scusa Ameri,scusa Ameri....clamoroso al Cibali"
* noi che..."tutta la squadra dell' Internazionale retrocede a protezione
dei 16 metri" (sempre Ciotti);
* noi che...ci ricordiamo i festeggiamenti del n. 1.000 della Domenica
Sportiva;
* noi che...alla DS potevamo vedere i servizi della serie A, i goal della
serie B, il Gran Premio, Tennis. Basket e la pallavolo senza
doverci sorbire ore di chiacchiere per vedere 4 goal;
* noi che...Galeazzi l'abbiamo visto magro;
* noi che..."il piede proletario di Franco Baresi" (Beppe Viola);
"Maradona ha mano cucita sotto il piede sinistro" (Gianni Brera);
* noi che...agli appuntamenti c'eravamo sempre tutti, anche senza
telefonini;
* noi che...oggi viviamo lontani, ma quando usciamo di casa e giriamo
l'angolo speriamo sempre di incontrarci con il pallone in una busta
di plastica;
* noi che...oggi sorridiamo quando in Tv si inventano i più incredibili
sondaggi tipo: "chi è stato il piu' forte giocatore di
tutti i tempi: Pelè o Maradona?"
senza considerare che di Pelè abbiamo visto sempre gli stessi 4/5 goal;
* noi che...se incontriamo per strada Biscardi vorremmo investirlo;
* Voi che...questo giocattolo ce lo avete rotto... brutti bastardi!

Dedicato a tutti i nostalgici inevitabilmente innamorati
di un calcio che non c'è più!!!

p.s.: il testo mi era arrivato via mail un po' di tempo fa da un amico e volevo che lo leggeste anche voi.

-> continua

Se ne va un altro pezzo di calcio

Di Omar Sivori, molti, i più giovani, al massimo si ricorderanno "l'arbitro Sguissssato di Verona" nelle infuocate moviole di Pressing, più o meno quando i primi gol e neanche tutti, ce li faceva vedere 90° minuto. I più anziani ricordano quanto opportunamente menzionato dal bravo Lolò (a cui mi associo in pieno) nel POST precedente: gol incredibili, dribbling "ubriacanti" ed umilianti, tunnel irriverenti (la sua specialità) e tanta sregolatezza. Se ne va sottovoce Omar Sivori, in un momento in cui il calcio grida sempre di più "soldi soldi soldi" (vedi il POST di Terrorizer). Se ne va un altro pezzo del calcio che ci piace, dominato dalla fantasia e dal genio, un calcio giocato per divertirsi e per divertire, le cui immagini sono sempre meno in "tempo reale" e in un bianco e nero sempre più sbiadito.Lui che non esitava a "sgridare" l'arbitro, aggredire gli avversari, essere sempre al centro dell'attenzione, ancor prima del cancro che lo ha stroncato ieri notte, muore soffocato da un calcio troppo veloce, troppo freddo, troppo in secondo piano rispetto agli sponsor e si ritira nella sua fattoria a San Nicolas, 300 km da Buenos Aires. Troppo diretti i suoi commenti a Pressing, poche chiacchiere, i fatti. Il calcio in TV stava già cambiando. Quando nel '57 passa alla Juve, il River Plate con i soldi ricavati termina la costruzione dello stadio Monumental di Buenos Aires... altri tempi. Oggi gli stadi si svuotano, cambiano volto, cambiano prezzo. Lo spettacolo oggi è a casa mentre in curva fra poco ci andrà l'élite che può permettersi 25€ a partita in serie A e se ne sta buono buono seduto in silenzio.
Omar Sivori era uno che la palla "se la cresceva", come si diceva nel campetto sotto casa, ma era abbondantemente in grado di superare tutti gli avversari e fare un tunnel al portiere. Oggi sarebbe impensabile, c'è il "fallo tattico". Ma è soprattutto l'esasperazione tattica, che finisce per scommettere tutto sulla preparazione fisica piuttosto che sulla tecnica, a scoraggiare e svilire il talento puro. Sperare di imbattersi nel nuovo Sivori, nel nuovo Pelé o nel nuovo Maradona sarà sempre più un miraggio, perché nello spettacolo del "paghi quello che vedi" il calcio è solamente un futile orpello, subordinato sempre più allo sponsor che paga e quindi pretende tutta la scena per sé. Il calcio? Surrogato di Playstation. Omar Sivori era lo sponsor di un calcio che non c'è più, fatto di attese ed emozioni, fatto di intelligenza e tecnica sopraffina, un calcio magari fine a sé stesso, ma protagonista a pieno titolo.
Ricordiamolo Omar Sivori, per non farci fagocitare dalle Pay-TV, per stimolare riflessioni soprattutto sul "gioco" del calcio, per ricordarci di quando il calcio professionistico era la proiezione onirica di ciò che succedeva nei campetti di periferia tutti i pomeriggi, per ricordarci che aldilà del 4-4-2 o del 3-5-2 c'era quello che lo mandavi in campo e gli dicevi "fai tu!".
Ciao Omar Sivori!


GoRyJo€

-> continua

Addio Omar


Omar Sivori è morto ieri, un cancro al pancreas lo ha portato via, ma solo dalla superficie terrestre, perchè nella storia del calcio e nel cuore di tanti è immortale.
Nato nel 1935 arriva in Italia nel '57 quando passa dal River Plate alla Juventus. Sono otto stagioni quelle in bianconero che lo vedono protagonista (nel bene e nel male) della vittoria di tre scudetti e tre coppe Italia. Per il suo dribbling la critica usa per la prima volta il termine "ubriacante". Sivori umilia generazioni di terzini, e tutti i suoi 166 gol in bianconero (anche i più banali) portano la firma del grande fuoriclasse tutto genio e sregolatezza. Se il genio è espresso con tunnel, scatti brucianti, finte, pallonetti e exploit balistici, la sregolatezza è tutta nel suo eccessivo furore agonistico che non si placa di fronte a nessuno e che sfoccia in provocazioni sopra le righe, pestoni, entrate "sporche", sputi ed insulti. Famoso l'annedoto di John Charles, (che insieme a Boniperti e Sivori formerà lo storico trio della Juve dei tempi), che durante una sfuriata di Sivori contro l'arbitro, per placare la sua ira lo prende da parte e lo schiaffeggia.
Nella stagione 59/60 è capocannoniere con 27 gol, di cui sei li rifila all'Inter in un'epocale Juventus Inter 9-1.
L'Europa, seppur avara di trofei nei suoi confronti, non è totalmente priva di soddisfazioni e nel 61', anno in cui viene premiato col pallone d'oro, la Juve espugna per la prima storica volta il Bernabeu proprio con un suo gol.
Nel '69 passa al Napoli dove segna con regolarità anticipando le gesta di un'altro grande argentino, al quale però non ama essere paragonato: Diego Armando Maradona.
Tornato in Argentina si ritira nella campagna di Buenos Aires dove apre un'azienda agricola, ma torna regolarmente in Italia dove appare spesso in trasmissioni televisive. Nel 1994 riallaccia i rapporti con la vecchia Signora come osservatore per l'Argentina.
La sua morte lascia un vuoto incolmabile, quello di un campione "nato" e non "costruito" per il calcio, quello di un giocatore come se ne vedono sempre più di rado in un calcio esasperato tatticamente e sempre più avaro di classe cristallina e fantasia.
Addio Omar.

-> continua

giovedì, febbraio 17, 2005

Calcio in 16:9


"Soldi, soldi, soldi...money, money...dinero!"...Cantavano così i Litfiba (ancora con Pelù) più di 10 anni fa in una loro canzone. Potrebbe essere la sigla di apertura delle partite di questi ultimi tempi, diciamo 2 o 3 anni, in cui stiamo assistendo ad un mutamento del nostro pallone verso qualcosa di indefinibile. Facciamo una considerazione molto semplice: il numero di partite che da settembre (agosto) a maggio le squadre in media devono affrontare tra campionato e coppa Italia. A questo aggiungiamo le coppe europee a cui molte delle nostre squadre partecipano. Il numero totale è imbarazzante e lo è ancora di più se si fa una media con i giorni a disposizione: una partita ogni 3/4 giorni!!!
La domanda a questo punto è la seguente: perchè? a chi interessa che si giochi quasi tutti i giorni? Risposta: per la TV che paga per tutto questo.

Andiamo con ordine. Si gioca sempre e comunque, caldo, freddo non importa, basta solo che la telecamera inquadri gli sponsor. Non è importante se ciò che si vede è di qualità bassa come è successo qualche settimana fa a Bergamo per un turno di coppa Italia tra Atalanta e Inter: campo ghiacciato, temperatura -4°, difficoltà da parte dei giocatori a rimanere in piedi, rischio per gli stessi di infortunarsi più facilmente...uguale...partita ai limiti della decenza! Perchè si gioca quindi anche in queste condizioni? Non sarebbe stato più saggio rimandarla? Certo ma a quando?Il calendario è così fitto che non ci sta neache uno spillo.

Soldi, si diceva, ormai l'unico elemento per cui la domenica, ma ormai non l'unico giorno, si "deve" scendere in campo. La PAY-TV del satellite e ora il tanto pubblicizzato DIGITALE TERRESTRE sono i missili giunti a destinazione, che hanno centrato il bersaglio: legare le persone alla poltrona di casa, svuotare progressivamente gli stadi, ridurne la loro capienza per contenere meno pubblico ma facendo pagare loro il biglietto più caro, di quello che già è adesso. Non più un calcio fatto dai tifosi, dal loro calore, dalla loro passione, dalla rivalità sportiva, dai diversi colori di cui si tingono le città nei loro derby, ma un calcio fatto da televisori e da persone che potranno "permettersi" il lusso di vedere i giocatori dal "vivo".

Le tifoserie già da qualche settimana hanno iniziato la loro protesta contro il caro biglietti, inteso per i settori "popolari": la Lega con bei sorrisi e promesse ha già detto tante belle cose, peccato che non sia ancora cambiato nulla e nulla cambierà perchè a chi controlla il pallone va bene così.
Non si riesce proprio a capire perchè un bel gioco possa essere rovinato e trasformato nel "giocattolo" di pochi potenti che lo usano come farebbe un bambino piccolo, per poi gettarlo quando se ne è stufato. Si rischia in questo modo di arrivare ad un punto di non ritorno, di giocatori-robot controllati da i fili del consumismo e del denaro, attori di un film in cui non saranno più protagonisti, che assumerà tinte scure e angoscianti.
Lo spettacolo sportivo, sta lasciando spazio ad una rappresentazione sempre più in 16:9 in cui "paghi solo quello che vedi" perchè "non c'è abbonamento".

Accendiamo la TV quindi, clicchiamo sul canale preferito e che lo spettacolo inizi!
Io preferisco spegnere tutto.

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martedì, febbraio 15, 2005

Se Ve Famo Er Terzo...


Carlo Mazzone, "Sor Carletto" per gli amici, 67 anni il prossimo 19 Marzo, praticamente tutti spesi (bene) nel mondo del calcio, quest'anno alla guida del bologna in serie A. Miglior risultato con la Fiorentina nella stagione 76/77 (3° posto), tante promozioni, soprattutto innumerevoli salvezze, solo una volta l'onta della retrocessione quando, subentrato a Gregorio Perez alla guida del Cagliari alla 7a giornata del campionato 96/97, perse lo spareggio (3-1) col Piacenza. Superate abbondantemente le 1000 panchine nei professionisti, è considerato il "decano" del pallone, il cuore pulsante e l'anima di tutta quella parte "provinciale" ed "operaia" del calcio italiano.
La Presentazione era di rito, anche se il personaggio lo conosciamo tutti, burbero, irascibile, irriverente, comico, commovente. Lui è uno che nel calcio ci mette tutto sé stesso e per questo, più il calcio diventa "MoDeRnO", più sente il bisogno di dire la sua, perché i suoi valori e la sua esperienza cozzano sempre più con la direzione perversa che il nostro amato pallone si ostina a prendere.
Anzitutto la passione. Il 30 Settembre 2001 il suo Brescia soccombe per 1-3 in casa contro l'eterna rivale Atalanta. Sul gol del 2-3 Sor Carletto, pizzicato dalle telecamere, risponde così agli sfottò dei tifosi ospiti: "Se ve famo er terzo ve vengo sotto a curva, ve vengo!". Succede che al secondo minuto di recupero, Rinaldi (Atalanta) sbaglia porta ed infila il 3-3. Ebbene ogni promessa è debito: Mazzone, allora sessantaquattrenne, si beve 80 metri come fossero un bicchier d'acqua con uno scatto da trentenne senza che nessuno riesca a fermarlo! Ecco, il calcio che ci piace, che non si gioca nei palazzi, a tavolino, dopo il superspot o in stucchevoli campi in lattice, ma bensì nel fango e nel sudore è soprattutto questo.
L'esperienza. Nell'estate 2000, quando ormai "Baggio al Brescia" sembrava fatta, Mazzone disse del campione che si sentiva messo da parte: "...gli ho telefonato e gli ho detto a Robbè, se vieni, guarda che qua c'è da ballà er cha cha cha tutte e domeniche!" e "Robbè" accettò. Ma senza andare tanto lontano, non più di un mese fa, Mazzone col suo Bologna si viene a prendere tre-punti-tre a San Siro contro il Milan, suscitando le ire dei "benpensanti" del pallone. Alla D'Amico (l'unica cosa deliziosa di SKY) dichiara dopo la partita: "abbiamo giocato na partita de vecchio stampo, come ai bei tempi". Il calcio che ci piace, dove non vince per forza chi ha più soldi, dove il gol te lo devi sudare col coltello fra i denti e col cuore in gola, o difenderlo, dipende dai punti di vista, è anche questo.
Infine, la saggezza. Stavolta Sor Carletto ce l'ha addirittura con qualche suo giocatore, reo di aver perso troppo poco tempo fra una buona prestazione e la corsa alla cassa del presidente! Proponendo la sospensione dei rinnovi contrattuali almeno fino ad Aprile, dichiara alla stampa: "Non è giusto che un giocatore perchè ha fatto due buone prestazioni corre a batter cassa mettendo a repentaglio il bilancio, magari di una piccola società, a metà stagione". Non fa una grinza e soprattutto vale per tutti. Il calcio che ci piace, infatti, non è quello dei mercenari, degli approfittatori, degli strateghi del marketing e dei "grandi capi", ma quello degli umili, che ogni partita sentono di dover dimostrare quanto valgono, sia che si sveglino presto per andare a tirare quattro calci senza scoraggiarsi perché piove ed il campetto sotto casa è fradicio, sia che si trovino un pomeriggio a giocare in serie A. Il calcio si ama quando si perde e quando si vince, nella sofferenza del 90° che non arriva mai e nella gioia del supergol, nell'errore dell'arbitro che sbaglia a tuo sfavore e in quello a tuo favore, nel suo infinito rotolare e nelle chacchiere da bar del giorno dopo.
E siccome il calcio MoDeRnO è sempre meno tutto questo, sentiamo il bisogno di scrivere ed esprimere il nostro dissenso, aggrappamdoci e magari chiedendo aiuto ad uno che ha le idee "giuste", che il calcio lo ha sempre amato e lo vorrebbe salvare, uno che si mette in gioco tutte le domeniche e non ha santi in Paradiso. Noi non vogliamo 300 telecamere, 200 moviole, superspot, gelidi campi di gomma sintetica; soprattutto non vogliamo il Carraro di turno, che tanto sa di vetusta nomenclatura bulgara (è stato eletto col 95% dei voti... ce n'era proprio bisogno?) alla guida del baraccone. Noi vogliamo tanti Mazzone, che mettano in campo tutta la loro passione, la loro esperienza, la loro saggezza ed il loro cuore. Lui ci crede ancora, altrimenti a 67 anni avrebbe mollato; e se ci crede lui, ci crediamo anche noi.

Questo calcio ci fa SKYfo!

GoRyJo€

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venerdì, febbraio 11, 2005

Tributo a Gigi Riva


Non c'è niente a proposito di GiGi Riva di cui non si sia già parlato abbondantemente. La sua fedeltà alla maglia del Cagliari, il suo carattere taciturno e solitario dai tratti quasi "eroici" eppure così sempre coi piedi per terra e il cuore vicino alla gente comune, i suoi 35 gol con la maglia azzurra in sole 42 partite, i suoi infortuni, i suoi trionfi...GiGi Riva merita sicuramente l'appellativo di "MONUMENTO DELLO SPORT ITALIANO" e allora voglio approfittare di questo momento di celebrazione nei confronti del campione (il Cagliari in occasione della partita della nazionale di mercoledì ha ritirato la maglia che gli appartenne per 12 stagioni) per tributare queste poche ma sentite righe.
Riva resta nel cuore di tutti gli sportivi veri anche (e forse soprattutto) per la sua attitudine schietta e genuina che tanto manca nel calcio odierno. Lontano da riflettori e paparazzi, ha sempre parlato con quello che meglio sapeva fare: i gol. Ultimo esempio della caratura di un personaggio come "rombo di tuono", lo abbiamo avuto l'altra sera al termine dell'amichevole dell'Italia quando schivo e sovrapensiero, Riva si fà fermare da un giornalista che gli chiede se ha visto in tribuna il bandito sardo Graziano Mesina, rilasciato di recente dopo quarant'anni di carcere: "Si l'ho visto, sono anche passato a salutarlo..." il giornalista non molla Riva che sembra già volersi esiliare dai microfoni e gli chiede cosa ne pensa del suo incontro col bandito e della sua libertà: "Ha pagato con 42 anni di carcere il suo debito alla società, ha pagato profumatamente, oggi per crimini peggiori si scontano pene molto meno dure......e cmq io e Mesina già ci conoscevamo, i biglietti per la partita glieli ho procurati io....". Poi Riva sparisce il capo tra le spalle come i personaggi dei film noir...

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martedì, febbraio 08, 2005

Serie A: 23esima giornata


Solo una settimana fa sembrava già tutto scritto: Juve inarrestabile carro armato schiaccia tutti e vince senza pietà, mentre un piccolo Milan incappa in due sconfitte consecutive e vede il treno dello scudetto passargli davanti senza fermarsi. Il turno "ghiacciato" (di questo tema ne parleremo in seguito) del mercoledì e il weekend di partite appena passato riportano in corsa i rossoneri più che mai, anche con un pizzico di fortuna, ma i campionati si vincono anche con quella, e riporta la Juve ad una dimensione terrena, ma soprattutto a soli 2 punti di vantaggio in classifica.

La solita Inter invece prosegue la sua marcia "invincibile" anche al Tardini, dove sotto di 2 goals e in 10 per l'espulsione di Materazzi, riagguanta la partita nel finale, in modo rocambolesco...Mancini crede ancora nello scudetto...noi un po' meno!
Per quanto riguarda la sezione "La Gazzetta del Piangina" in primo piano c'è la Fiorentina che per poco non riusciva a tirare in mezzo nel suo personale "caso" anche il Papa e Bush! La congiura contro la squadra viola si materializza solo quest'anno però: ricorderete tutti come al momento del fallimento della squadra, essa sia stata fatta ripartire dalla serie C, per grazia ricevuta, e grazie a decreti salva-calcio, alla farsa della serie B e al suo allargamento a numero di squadre, la squadra di Firenze sia riuscita a tornare in A in un baleno...ora se si deve per forza piangere,ok...però ogni tanto varrebbe la pena anche valutare i favori ricevuti!

In coda sempre peggiore è la situazione del Brescia che perde in casa all'ultimo contro la grande Udinese e già si dice che il buon De Biasi verrà messo da parte...staremo a vedere!

Sabato e Domenica si riprende...aspettiamoci altre sorprese!

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Gilardino Bojinov, baby bomber a confronto.


Alberto Gilardino e Valeri Bojinov sono senza ombra di dubbio i due attaccanti più promettenti della seria A.
Il primo, (classe ’82, 23 anni a Luglio) è già reduce da una stagione fenomenale che lo ha visto protagonista con 23 reti in 30 partite. Diventato titolare al posto di Adriano dopo la sua dipartita a Milano, Gilardino si impone in modo impressionante con una continuità sotto porta eccezionale, goals, i suoi, spesso di elevata tenuta spettacolare e che dimostrano una paletta tecnica da grandissimo campione.
Nonostante questa stagione sia un po’ sotto tono rispetto alla precedente (ma cmq è già a quota 11 reti) le attenuanti a suo favore sono molte e tutte convincenti: break estivo dimezzato dagli impegni con Nazionale under 21 e Nazionale Olimpica, agosto infuocato circa una sua presunta cessione al Milan (e prima ancora alla Juve, anche se i giornali hanno speculato meno su quest’ultima), ridimensionamento della rosa del Parma e cambiamento di allenatore, risentimento della "Sindrome da riconferma" (marcato in modo più duro dai difensori avversari, sotto il bersaglio della stampa ecc…).

Nonostante il leggero calo, in cinque anni di serie A, Gilardino ha già la media gol di un grande: una rete ogni tre partite. Rimane inoltre l’attaccante Italiano più cercato dalle grandi squadre, avrebbe già firmato per il Milan, ma ancora non c’è niente di ufficiale. Al fianco di Sheva e con Kakà alle spalle sarebbe certamente il tassello finale di un attacco micidiale, resta a vedere come il Milan intende gestire la situazione Hernan Crespo. Dal canto suo Gilardino, appena 23enne, offre ottimi margini di miglioramento (soprattutto a livello di potenza) e garantisce goals in situazioni continuamente diverse (testa, destro, opportunismo, velocità, contropiede, fantasia).
Ma veniamo a Valeri Bojinov. Diciannove anni suonati, ma già alla sua quinta stagione nel campionato italiano.Dopo un Europeo portoghese timido dove ha giocato poco a causa della scarsa fiducia del C.T. Bulgaro (ma dove ha fatto intravedere barlumi di talento)…Bojinov cresciuto sotto l’ala di un grande Tecnico come Zdenek Zeman, esplode in questa stagione.
Dotato di due ottimi piedi, di grande rapidità e di potenza, il Bulgaro realizza nel solo girone di andata 10 goals, spesso con bordate da fuori area sia di destro che di sinistro. Non totalmente estraneo ai calci piazzati, come ha dimostrato al pubblico di S.Siro, (dove in venticinque minuti di partita, quasi quasi riapre la gara da solo, segnando e facendo un assist…) si dimostra versatile, capace di giocare sia sulla destra che sulla sinistra, dotato di temperamento e di grande vitalità.
Il calciomercato di Gennaio vede il suo passaggio alla Fiorentina, scelta forse non fortunatissima, visto lo stato di poca grazia di cui gode la sua nuova squadra. Resta da vedere se il nuovo progetto di Della Valle, con Zoff alla guida della squadra darà i frutti che la società si aspetta a capo dei nuovi investimenti fatti e potrà averlo come protagonista.

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Il Calcio Moderno

Perchè aprire un blog sul calcio? Chi sente ancora il bisogno di scrivere, leggere, polemizzare su questo "sport" che tutti amano/odiano ma che in un modo o nell'altro fa parte della vita quotidiana?
Risposta: non lo so e non mi interessa.

Ci andava di fare questa cosa perchè siamo tutti appassionati di questo pallone da quando eravamo piccoli e giocavamo per strada con le ginocchia sbucciate e la mamma che ci chiamava quando era pronto...molti anni sono passati ma la forza ammaliante di questo gioco è rimasta intatta in tutti noi, per chi gioca regolarmente, per chi va allo stadio, per chi sta a casa ma segue tutto con fervore e accanimento.

Non vuole essere nulla di nuovo questo nostro progetto che nasce oggi, semplicemente un nuovo luogo, speriamo, dove trovarsi e discutere, come si fa al bar, di un qualcosa che ci regala ogni domenica emozioni forti.

Spero vi possa piacere.

Matteo F.

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