CaLCiO MoDeRnO

Il Blog del Calcio

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venerdì, settembre 02, 2005

ONLINE IL NUOVO SITO



Questo è il nuovo indirizzo del BLOG di Calcio Moderno.
D'ora in avanti saremo là.

Vi aspettiamo!

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giovedì, settembre 01, 2005

Il Blog si sposta

CaLCiO MoDeRnO cambia casa.

Nei prossimi giorni ci trasferiremo, per diverse ragioni:

1 - Chi ospita il blog (BLOGSOME) utilizza WordPress, interfaccia più comoda e maneggevole con possibilità di dividere i post in categorie. Di conseguenza per chi legge sarà più comodo trovare post vecchi, semplicemente cliccando sulla categoria che maggiormente interessa. Per chi scrive è sicuramente tra le migliori in circolazione.

2 - Nuova veste grafica completamente rinnovata.

I vecchi post rimarranno a questo indirizzo: spostare tutto il contenuto di 6 mesi di lavoro sull'altra piattaforma richiederebbe troppo tempo. Sul nuovo blog rimarrà comunque il link a blogspot.

Prima della seconda giornata di campionato di Serie A vi daremo il nuovo indirizzo.

La redazione di CaLCiO MoDeRnO

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lunedì, agosto 29, 2005

Chi ha sbagliato? Collina?


Collina si dimette e allontana le polemiche

L'inaspettato è successo stamattina. Collina, stufo della situazione, ha deciso di lasciare l'Aia (Associazione Italiana Arbitri) comunicandolo in conferenza stampa nella sua Versilia, a Viareggio.

Finisce così un altro, tra i tanti di quest'estate, dei problemi legati al nostro calcio.
La sponsorizzazione scomoda perchè la stessa del Milan (da 11 anni) ha avuto un mese di tira e molla tra Collina e Lanese, presidente dell'Aia.
Alla base di tutto, pare, ci sia una mancanza di chiarezza da una parte e dall'altra. Piace di più dire "difficoltà di comunicazione" in questi casi.

Il finale amaro però non ci va affatto bene: perdere il miglior arbitro a cui era stata concessa anche una super-deroga sull'età, non è giusto per nessuno.
Non so chi abbia più colpe, resta il fatto che Collina non lo vedremo più sui nostri campi (probabile un suo trasferimento in Premiership), e visto il livello degli arbitraggi della scorsa stagione, non si sarebbe dovuti arrivare a questo.

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domenica, agosto 28, 2005

Serie A: 1ª giornata


Il Milan si blocca nel pantano di Ascoli.
Adriano porta a casa il pallone con 3 goal al Treviso.



Trezeguet e Muntari regalano i primi 3 punti
a Juventus e Udinese.


Partenza col botto per l'Ascoli che tra le acque trova un pari insperato: partita onesta e robusta, favorita da un terreno al limite della praticabilità. Ne soffre il Milan che non riesce a far volare Serginho sulla fascia come avrebbe voluto Ancelotti. Un gran tiro di Shevchenko rimette almeno le cose in pari. Ritardare l'inizio della gara di una mezz'ora avrebbe giovato un po' a tutti, pubblico pagante incluso.

Inter a valanga su un timido Treviso. Adriano fa subito capire alle avversarie che anche senza Vieri, all'Inter basta e avanza lui da solo là davanti. Attendiamo impegni più solidi per vedere se i nerazzurri confermeranno il loro buon inizio.


La Juventus riparte da Trezeguet. Un goal "rapace" alla sua maniera, altre belle girate. Il francese è in ottima forma. Un po' assente è sembrato Emerson, forse per la mobilità di Vieira. Che si calpestino i piedi? Ibrahimovic impalpabile: troppi tocchetti e la ricerca continua del "numero" gli fanno fare troppi errori. Con maggiore concretezza e meno svolazzi e falli inutili (giusto il giallo per un calcio da dietro ad un giocatore del Chievo) anche negli assist, sarebbe più utile alla causa. Il Chievo da par suo è sembrato un po' acerbo. Pillon dovrà lavorare e non poco per dare alla squadra una solidità maggiore. Esaltanti le parate del primo tempo dell'ex nerazzurro Fontana.

Udinese da Champions anche oggi. Vince e convince, anche se sbaglia forse un po' troppo sotto rete. Forse l'impegno del preliminare si è fatto un po' sentire.

Anche la Roma parte bene, nonostante sia sempre Cassano a far parlare in casa giallorossa. Entro mercoledì sapremo cosa ne sarà di lui.

Delle altre squadre quella che maggiormente ha colpito è stata la Fiorentina che con un calcio spettacolare e un super-Toni non ha fatto capire niente ai ragazzi di Novellino. La strada è quella giusta.

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sabato, agosto 27, 2005

La serie B pensa solo ai soldi


Prima giornata di B: non si gioca in quasi nessun stadio

La decisione di portare in maniera definitiva la serie B al sabato pomeriggio aveva già fatto arrabbiare, e non poco, i tifosi, dal nord al sud Italia.

Come sempre però, nessuno aveva considerato ciò che avevano da dire, i capi del pallone avevano deciso per loro che “era meglio così”, per le società, maggiori introiti derivanti dai, soliti, diritti tv, era meglio per la serie cadetta per dare maggiore visibilità ed importanza, e volevano anche fare credere che era meglio per i tifosi: più introiti ci sono, maggiori sono le possibilità di costruire grandi squadre di campioni per dominare il campionato e fare sognare tutti quanti. Sappiamo benissimo però che non basta disporre di grandi capitali per fare una grande squadra, ma soprattutto di persone capaci a scegliere bene nella giungla del calciomercato. Ma questa è un’altra storia.


La rivolta dei tifosi ha però prodotto un crescente interesse nei sindaci delle città ospitanti la B. Gli interessi dei comune sono molteplici, non solo il calcio, e, giustamente, si è pensato anche a chi del pallone non ne fa una ragione di vita.

La cosa che più stupisce in tutta questa vicenda non è tanto il blocco dei sindaci, quanto la scarsa considerazione tenuta nei confronti di tutti i tifosi. Nessuno si è preoccupato se poi qualcuno in effetti potesse seguire le partite allo stadio (o in tv), considerando che molti potrebbero anche lavorare o svolgere attività che solo di sabato possono essere fatte. Nessuno ha considerato che chi magari si era abbonato a giugno alla propria squadra pensando di andare allo stadio alla domenica, si trovi adesso nelle condizioni di saltare delle partite, per motivi non suoi, con conseguente danno economico.

Il tifoso ha la fede, ma non è cieco e alla lunga la corda si spezzerà…senza i tifosi, soprattutto negli stadi, il calcio non ha più senso di esistere. Manca ancora molto a questo giorno?

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venerdì, agosto 26, 2005

Si inizia


Inizia il campionato 2005/2006

Sabato con gli anticipi e Domenica con tutte le altre partite della Serie A ritorna il campionato.

La speranza è che il bel gioco ci faccia dimenticare l'estate dei processi, delle contestazioni, dei tribunali, delle pay tv, delle sponsorizzazioni "ingombranti" (Collina), delle beffe subite dai tifosi che si credevano già in serie A e del nuovo capitolo del calcio in chiaro in TV.

CaLCiO MoDeRnO, che non vi ha mai abbandonato durante l'estate, riparte con la nuova stagione con l'impegno di commentare settimanalmente la Serie A, approfondire le serie con meno introiti televisivi e minore copertura mediatica (Serie B e Serie C), nonchè Champions League e Coppa Uefa e tutto quello che darà occasione per qualche spunto di discussione.

Per ora...buon campionato!

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giovedì, agosto 25, 2005

Champions League: sorteggiati i gironi

Si inizia il 13 e 14 Settembre.




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La legge è uguale per tutti, ma va veloce


Le telecamere interne sorvegliano gli spalti di S.Siro

I fatti violenti dello scorso campionato hanno portato lo stato a decidere di agire contro i teppisti e “finti” ultras che ogni domenica frequentano le curve, spesso non pre ragioni calcistiche.

Linea dura come non si vedeva da tempo. I fatti dell’Euro-Derby poi devono aver fatto tremare i polsi a Carraro e soci: la figuraccia (di violenza) in mondovisione non è certo stata una bella pubblicità per l’Italia candidata all’organizzazione degli europei del 2012.
Bisognava correre subito ai ripari per far vedere all’Uefa che qui ci si adopera alla grande per la non-violenza e per un calcio pulito in tutti i suoi aspetti (Genoa?).

Il risulatato è stato un bel decreto legge che indicava come procedere ai comuni e alle società calcistiche: biglietti nominali, chi compra il biglietto lo farà presentando la carta d’identità, così come allo stadio per entrare, tornelli e telecamere di sorveglianza negli stadi, possibile introduzione di stewards per coadiuvare la polizia all’interno degli impianti.


Tutto bene tranne che per un aspetto: queste decisioni sono state prese verso maggio-giugno, con l’obbligo dell’adeguamento già dal campionato che inizierà domenica prossima (sabato per gli anticipi). Ovviamente quasi nessun stadio e società calcistica è riuscita ad adeguarsi per intero.

I lavori negli stadi sono lunghi da fare e soprattutto costano parecchio alle casse dei comuni, e le squadre non hanno avuto il tempo necessario di introdurre i bilglietti nominali perchè molte di esse avevano già inziato la fase di abbonamento.

Non sarebbe stato meglio organizzare tutte queste cose un po’ per volta e non comprimerle, a forza, in meno di tre mesi? Non si corre il rischio che tutta questa fretta porti ad una maggiore confusione, invece che ad un beneficio reale per chi si reca allo stadio? Code interminabili per entrare, documenti dimenticati a casa “perchè nessuno me l’aveva detto”, litigate con gli stewards, sono solo alcuni degli scenari reali che potrebbero verificarsi già dalla prima giornata.

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domenica, agosto 21, 2005

Supercoppa nerazzurra


La gioia di Veron e la rabbia di Capello

Massimo risultato con il minimo sforzo.
Questo potrebbe essere il sottotitolo della Supercoppa di ieri sera giocatasi a Torino sotto il diluvio.

L'Inter, con l'unico tiro veramente pericoloso verso la porta di Chimenti, si aggiudica il trofeo, dopo aver subito il (bel) gioco della Juventus per più di 90 minuti.
La Juventus ha dimostrato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, di essere più rodata e squadra di un Inter ancora un po' macchinosa e sempre troppo legata alle giocate individuali.
Il goal infatti arriva su un'invenzione di Adriano per Veron. Anche i singoli però non sono stati particolarmente brillanti: lo stesso Adriano, insieme a Martins faticano e non poco là davanti, sbattendo ripetutamente contro il muro difensivo bianconero.

Chi brilla è parte del centrocampo, Veron e Cambiasso su tutti. Mancini si goda la vittoria, come è giusto che sia, ma con il campionato alle porte c'è ancora molto da lavorare se vorrà puntare a lottare fino a maggio per qualcosa di importante. I campioni da soli non bastano, serve un gruppo affiatato e l'Inter, a differenza di altre squadre, lo sta trovando solo adesso.

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venerdì, agosto 19, 2005

Rivoluzione: Serie B al sabato


Il "manifesto" dei tifosi uniti contro la Serie B al sabato

Dopo il cambio epocale dei diritti tv in chiaro, con il passaggio dalla Rai a Mediaset, con conseguente annullamento dello storico 90° Minuto, un altro capitolo rivoluzionario del nostro calcio moderno inizia da quest'anno con la serie cadetta.

La Lega di serie B ha deciso: si gioca il sabato pomeriggio, con un anticipo il venerdì e un posticipo il lunedì sera.

Esulta SKY, che ottiene ciò che voleva, cioè spalmare su quasi tutta la settimana il calcio professionistico di A e B, esultano i presidenti delle società perchè di conseguenza la TV di Murdoch pagherà di più le società per i diritti televisivi.
Non gioiscono, come è giusto che sia, i tifosi che si erano battuti tutta l'estate contro questa prospettiva, ora diventata realtà.

Ancora una volta il potere del denaro pallonaro ha avuto la meglio su tutto quanto. I tifosi che assicurano gli spalti pieni ogni domenica (ora sabato!), unico motivo per cui esistono le squadre, ricordiamolo che senza di loro neanche la pay-tv esisterebbe, vengono ancora una volta calpestati senza possibilità di replica alcuna.

L'arroganza di questi comportamenti potrebbe portare, come già più volte scritto qui sul nostro sito, ad un progressivo disinteresse del pubblico verso il nostro pallone rotolante, sempre più luccicante all'esterno, ma sgonfio e bucato al suo interno.

Il prossimo passo quale sarà?

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giovedì, agosto 18, 2005

La Santa Alleanza?


Buffon e Abbiati assieme a William Vecchi, preparatore dei portieri del Milan

Negli ultimi 14 anni di storia del nostro campionato 12 volte hanno vinto Milan e Juve, lasciando solo alla Roma e alla Lazio le briciole, anche se un anno l'Inter l'ha regalato ai bianconeri nel fotofinish drammatico del 5 maggio.

Sono loro i padroni del nostro calcio odierno, tanto amato, ma sempre contestato e ricco di polemiche quotidiane.

I maligni, siamo in Italia ed è giusto che ci siano, pensano sempre male: Milan e Juve "comandano" tutto e tutti, dal mercato estivo, dove l'una non "intralcia" l'altra sull'acquisto di un giocatore, alle sponsorizzazioni, ai diritti tv, al trofeo Berlusconi, e così via.


Come si fa a non considerare il peggio di una situazione che presenta tutti questi indizi? Difficile pensare alla sportività per il tifoso di un'altra squadra che al massimo riesce a conquistare un preliminare di Champions League ogni tanto e a fatica? E poi l'ultima delle prove è il prestito gratuito del portiere del Milan Abbiati alla "rivale" quale risarcimento dell'infortunio del suo numero 1, proprio contro il Milan.

Per molti non è altro che un tentativo del Milan di ricucire un piccolo strappo avvenuto la scorsa stagione per il dominio del campionato, con silenzi stampa, accuse e quantaltro, per molti il solito "buonismo" rossonero di facciata (tanto Abbiati non serviva più), per altri (pochi) un gesto di sportività vera.
Come sempre, cosa sia corretto pensare, a riguardo di questo prestito, sta nel mezzo.

Il Milan non aveva più la necessità di tenere in rosa Abbiati, infatti era già andato a Genova, ma dopo la bufera Preziosi, era tornato a Milanello in attesa di essere ceduto altrove. La Juve necessitava di un portiere che coprisse, almeno, i primi 3 mesi di campionato (che inizia tra 10 giorni), con una presenza di livello e Chimenti evidentemente, seppur bravo, non dava a Capello la tranquillità che può dare il numero 12 rossonero, che, va ricordato, ha davanti un certo Dida.

Se poi i rapporti tra le due società sono già buoni e si vuole fare un favore, non si capisce cosa ci sia di male.
L'esempio più calzante per questa vicenda Milan-Juve l'ha dato Domenico Marocchino durante una trasmissione TV: "è come stare ad una cena e mangiare tutti allo stesso tavolo (Milan e Juve) in allegria e chiaccherare, poi però quando ci si alza per prendere il dolce si sgomita per avere la fetta più grande".

L'alleanza potrà anche essere forte, però poi bisogna fare i conti con le altre 18 squadre del campionato che non regalano mai niente. Se Milan e Juve non le superano, di certo non potranno vincere altri scudetti e tutti i calcoli, di chi vuol pensare male e vede la storia del nostro campionato già scritta e decisa ad agosto, andranno in fumo ben presto.

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sabato, agosto 13, 2005

Parma verso l'Europa


Lorenzo Sanz, il nuovo patron del Parma

Il crack della Parmalat aveva colpito pesantemente il Parma calcio, mettendolo nelle strette maglie dell'amministrazione controllata, vincolando il club in ogni aspetto societario, anche nel caso di possibibili e lauti introiti di denaro fresco (Gilardino) rimandati fino allo sfinimento.
Una situazione brutta per una squadra che negli ultimi 15 anni aveva conquistato la serie A, coppe europee, mostrando sempre un bel gioco e che si era inserita tra le "grandi" con l'umiltà delle piccole però. Una bella favola che rischiava di finire nel peggiore dei modi, per colpa, guarda un po', di dirigenti scellerati.

La città e i tifosi meritavano di più dell'ultima stagione da cardiopalma, con una salvezza acciuffata per i capelli solo dopo un doppio spareggio da brivido con il Bologna di Mazzone.


Il salvatore, almeno così sperano i tifosi, si chiama Lorenzo Sanz, già presidente del Real Madrid dal 1995 al 2000 (1 Campionato, 2 Champions League, 1 Coppa Intercontinentale) che arriva a Parma per riportare la squadra in europa, quella che conta, per farla tornare grande.

I precedenti fanno ben sperare tutti, sia per la serietà della persona, che per le sue capacità, confermate anche da Capello e Panucci, che a Madrid ci sono stati da vincenti e lo possono dire senza tanti dubbi.

Speriamo solo che si tratti dell'inizio di un'altra bella favola parmigiana e non l'inizio di un altro incubo dirigenziale modello Torino.

La piccola Parma comincia a sognare...l'europa!

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giovedì, agosto 11, 2005

Il Toro non si ferma a 99


Il Toro non è tifo, è una fede!

In quest'estate ricca di episodi legati al calcio (malato), ma che poco hanno a che fare con quello giocato, succede anche che il Torino fallisca, quasi nell'indifferenza generale dei media, un trattamento veramente da serie B se lo si compara con l'attenzione che suscitò qualche hanno fa la Fiorentina e il quotidiano martellamento sulla vicenda Napoli, per cui, tra l'altro, non si è ancora ben capito il perchè dovrebbe disputare la serie B, quando ha perso lo spareggio sul campo nel derby con l'Avellino. Ma questa è un'altra storia.

Ciò che deve avere risalto è la sfaldamento o, se preferite, la distruzione, del mito Toro. La squadra aveva già subito un danno pauroso nella tragedia di Superga, ma in quel caso fu il fato a decidere. Qui invece sono stati dei dirigenti incapaci a condannare una squadra, ma ancor di più la sua tifoseria, ad una beffa tanto grande quanto immeritata.


A ridosso del centesimo compleanno granata sa ancora di più di amaro tutta la questione sulle fidejussione false, scoperte, in ritardo e chi più ne ha più ne metta.

La serie A il Toro l'aveva conquistata con merito e fatica sul campo, a differenza del Genoa e del suo presidente. Di questi tempi però sembra non basti più il verdetto del prato verde e dei goal realizzati, servono le conferme estive dei tribunali sportivi, e non, di tutta italia e di tutti i gradi di giudizio. Quei soldi che servivano per l'iscrizione al campionato non sono mai arrivati, non ci sono mai stati e ormai conta anche poco.

La cosa più grave è permettere a molti presidenti di arrivare a questo punto e dare loro la possibilità di farlo come se niente fosse. Il patrimonio emozionale che una squadra di calcio, più o meno grande, regala alla propria tifoseria è unico e insostituibile e forse questo i presidenti se lo dimenticano ancora prima di inziare le loro avventure nel mondo del calcio.

Non ci stancheremo mai di dire che senza tifoserie non esisterebbero campionati ricchi e pay-tv, ingaggi faraonici e maglie ufficiali vendute a peso d'oro.
Non so chi abbia più colpe nel caso Torino, ma i tifosi di sicuro non ne hanno e sono gli unici a continuare a sostenere una fede che i vari presidenti non sanno neanche cosa sia.

Il Toro non muore da vecchietto, ma riparte da 99, con onore!

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Udinese e Inter OK


Iaquinta realizza il rigore decisivo
Martins apre le marcature per l'Inter


Una buona Inter affronta bene il primo appuntamento ufficiale della stagione, piegando con un secco 0-2 lo Shakhtar di Lucescu, mai veramente pericoloso e in partita.
La squarda di Mancini sembra già abbastanza rodata, con l'inamovibile Cambiasso a legare difesa e attacco, e con Veron pedina "ovunque" al suo fianco.
Due guizzi poi di Martins e Adriano fanno il resto.
Il ritorno dovrebbe essere solo una formalità, anche se giocato a porte chiuse.

Alla grande anche l'Udinese, all'esordio assoluto in Champions League, con un risultato pesantissimo in quel di Lisbona.
Iaquinta realizza il rigore (netto) e finisce 0-1 per i friulani e per la gioia di Cosmi. La squadra ha retto bene le sfuriate avversarie, che non hanno mancato di essere veramente pericolosi arrivando al goal un paio di volte (in fuorigioco) e prendendo un palo.
Ritorno non facile ma in casa e col pubblico amico dovrebbe essere un po' più agevole.

Ritorni:
23/8 Udinese - Sporting
24/8 Inter - Shakhtar

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martedì, agosto 09, 2005

Preliminari Champions in TV



Shakhtar - Inter
Mercoledì 10, ore 20, Rai Due.

Sporting - Udinese

Mercoledì 10, ore 22:15, LA7.

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